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Sicilia, l’agroalimentare cresce nonostante l’epidemia da Covid-19

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Cresce l’agroalimentare in Sicilia. E’ stato uno dei pochi comparti che non è stata spazzato via dalla epidemia da coronavirus e che ha addirittura aumentato il fatturato. Mentre l’Italia ha perso ben 4.258 imprese agricole rispetto al 2019.

Per il rapporto di InfoCamere Movimprese di Unioncamere, il nord-est è stato maggiormente colpito con -1.996 imprese, il nord-ovest (-1.573) e il centro (-771). Il sud invece ha chiuso il bilancio in attivo con 52 ditte in più.

Anche il Mezzogiorno ha comunque subito i colpi della crisi, anche se in maniera non uniforme: -373 aziende in Campania, -282 in Molise, -80 in Basilicata, -18 in Abruzzo, di contro +465 in Sardegna, +203 in Calabria, +70 in Sicilia e +67 in Puglia. E’ l’effetto di diverse politiche agricole che legano alternativamente le sorti delle coltivazioni zonali al km zero, alla Gdo, all’export o alla trasformazione industriale.

“Il ‘Recovery Plan’ – scrivono Fidimed e Agrifidi – è l’occasione per investire in programmi utili a dotare tutte le aree geografiche del Paese di sistemi agricoli in rete capaci di adattarsi rapidamente e di reagire ai cambiamenti”.

I finanziamenti e i bandi devono essere sfruttati a tutto tondo, dall’altro, la necessità, per le imprese agricole, di potere disporre di liquidità immediata per mettere a frutto i raccolti di primavera-estate e, soprattutto, di sostenere progetti di investimento in nuove reti d’impresa e filiere competitive e sostenibili. E in questa fase entrano in gioco i Confidi: una risposta immediata viene dall’accordo, sottoscritto da Fabio Montesano, amministratore delegato di Fidimed, intermediario finanziario vigilato da Bankitalia con rete nazionale e facoltà di erogazione diretta, e da Mario Caligiuri, presidente di Agrifidi, Confidi minore del Mezzogiorno specializzato nel credito alle imprese agricole.

L’obiettivo dell’accordo e’, in generale, si legge in una nota, quello di offrire alle imprese agricole italiane finanziamenti rapidi e diretti, di importo fino a 300mila euro, garantiti fino al 90% dal Fondo centrale di Garanzia di Mediocredito Centrale e contro-garantiti dai Confidi, oltre a fidejussioni commerciali, attestazioni di capacita’ finanziaria e finanziamento di programmi di investimento asseverati da Business plan.

In particolare, poi, i due Confidi offrono assistenza tecnica e sostegno finanziario alla creazione, organizzazione e sviluppo di filiere specializzate. Se ne e’ parlato, ad esempio, in una riunione online fra tre progetti di Reti d’Impresa al Sud, “Sicilia in Guscio” rappresentato da Riccardo Ricciardello di Brolo (Messina), “Calabria in Guscio” rappresentato dallo stesso Caligiuri, e “Basilicata in Guscio” rappresentato da Donato Lisanti, che raccolgono decine di imprese decise ad impiantare dei nuovi noccioleti in adesione ad un Progetto gia’ avviato di filiera italiana della nocciola.

Si tratta, prosegue la nota, di riconvertire ettari di terra a noccioleti e fare crescere una filiera per riaffermare l’identita’ e la tipicita’ del made in Italy e per garantire la fornitura di prodotti autoctoni, di qualita’ e tracciabili, con adeguate quantita’ e a prezzi competitivi, al settore della trasformazione industriale nazionale, come valida alternativa all’import dall’estero.

Fonte: tp24