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La Whirlpool chiude. Governi incapaci di salvare il lavoro.

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Di Carmelo Finocchiaro – Presidente Confedercontribuenti

Per la Whirlpool di Napoli è arrivato il giorno della verità: e non sono buone notizie, la società ha deciso definitivamente di fermare la produzione a fine mese.  Il 31 ottobre la produzione su Napoli cesserà »ha annunciato al tavolo convocato al Mise Luigi La Morgia confermando la volontà di dismettere il sito di via Argine a Napoli che impiega circa 350 lavoratori. In questi mesi sono stati presi in giro i lavoratori, dichiara il presidente nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, che afferma come non vi siano dubbi sulla cattiva gestione del MISE sulle crisi aziendali. Questa è la prima delle tante situazioni che emergeranno da qui ai prossimi mesi. Secondo il sottosegretario Alessandra Todde «il Governo ha messo in campo strumenti unici, arrivando ad offrire un pacchetto da oltre 100 milioni alla multinazionale tra taglio del costo del lavoro, fondo perduto, fondo per le crisi d’impresa, fiscalità di vantaggio e prestiti garantiti ».  Nulla è servito a smuovere la multinazionale Usa che dopo mesi di tira e molla, e’ riuscita, ma ci appare piuttosto semplice,  prendere in giro questa classe politica fatta di pasta frolla. Capace di parlare, parlare, parlare e non concludere nulla. Il danno gravissimo lo pagano i lavoratori e i contribuenti. Un grande Paese ha bisogno di disegnare una grande politica industriale, ma per farla non servono certo personaggi da circo equestre. Serve serietà, rigore e autorevolezza, ma queste doti non siedono piu’ da tempo nelle istituzioni  politiche italiane.

 

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