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Migranti: procuratore Agrigento, “Ascoltare sempre chi sbarca”

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“Le tragiche storie di chi sbarca sulle coste siciliane, dopo un viaggio in cui si rischia la morte, vanno ascoltate, sempre. Bisogna farlo per comprendere il coraggio e la disperazione di chi si mette su un barcone sfidando il mare, che sa essere tremendo e letale, per ottenere una flebile speranza di vita, se così si può chiamare”. Sono le parole del procuratore di Agrigento, Giovanni Di Leo, alla convention sui migranti organizzata dalla prefettura al teatro Pirandello. “Assistenti sociali e mediatori culturali – ha aggiunto – sono destinati a essere risorse essenziali per una delle sfide più grandi. Deve essere un ascolto attento, qualificato e completo. Lo straniero – ha spiegato – è vittima di reato in quanto essere umano e i reati che prevedono uno sfruttamento della persona sono oggettivamente più facili da commettere nei confronti di soggetti in condizioni di irregolarità”. Di Leo ha aggiunto: “Sembra incredibile scoprire che vengono fatti giuramenti su immagini sacre con sangue della gallina sgozzata che vengono poi bruciate sul palmo della mano. Giuramenti che hanno effetti sulla mente di queste persone prive di forme di educazione: prede perfette per lo sfruttamento”. (AGI)
AG2/RED