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Federcontribuenti mette in guardia dal giustizialismo contro l’esasperazione

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«Episodi come quello avvenuto a Romano di Lombardia si risolvono con i corpi speciali solo perché a monte l’imprenditore ha trovato evidentemente un muro di gomma e tutte le porte delle banche chiuse». Così Marco Paccagnella, vicepresidente nazionale di Federcontribuenti, commenta quanto successo ieri nella sede dell’Agenzia dell’Entrate, a Romano di Lombardia, dove Luigi Martinelli, imprenditore, ha tenuto sequestrato un ostaggio per molte ore prima di liberarlo. «Noi speriamo che questo sia e resti l’episodio isolato portato a termine da un uomo disperato – ricorda Paccgnella – Ma c’è da evitare il rischio emulazione. Affinché i cittadini non siano costretti a imbracciare il fucile ed a sparare per farsi ascoltare è necessario che banche e politica facciano un passo indietro e capiscano che non si può esasperare in questo modo l’animo delle persone che ogni mattina si alzano presto per andare al lavoro e costituiscono la spina dorsale di questo Paese». Per il vicepresidente di Federcontribuenti è lo Stato a mancare.

«Lo Stato non può rispondere solo mostrando i muscoli ed inviando i corpi speciali. Di speciali ci vogliono le linee di credito, i platfond ai confidi, una possibilità di dilazione dei debiti nei confronti della pubblica amministrazione – conclude Paccagnella – In condizioni di crisi straordinaria come quella di questi mesi, occorre una risposta straordinaria da parte della politica e della finanza, altrimenti il crollo oltre che di nervi da parte di imprenditori esasperati, sarà dell’intero sistema. Speriamo che i giudici tengano conto dell’esasperazione di questo imprenditore, e non vogliano mostrarsi forti con un debole, che ha l’unica colpa di aver provato a fare impresa in un Paese che è sempre più avaro con i propri cittadini».

 

 


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