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WhatsApp, arriva il controllo genitori per gli adolescenti: più sicurezza senza leggere i messaggi

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Dal 30 settembre nuovi strumenti di supervisione anche in Italia. Genitori e tutori potranno gestire privacy, gruppi, Stati, Canali e alcune funzioni di Meta AI. Restano protetti dalla crittografia messaggi e chiamate

ROMA – Più strumenti per proteggere gli adolescenti, senza trasformare il controllo dei genitori in una possibilità di leggere le loro conversazioni. WhatsApp ha introdotto il 30 settembre nuovi strumenti di supervisione familiare, disponibili anche in Italia, che consentono a genitori e tutori di intervenire su una parte delle impostazioni degli account utilizzati dai ragazzi.

Il principio scelto dall’applicazione di Meta è quello di separare nettamente sicurezza e contenuto delle comunicazioni.

Messaggi personali e chiamate continuano infatti a essere protetti dalla crittografia end-to-end. Genitori e tutori non possono quindi leggere le chat private né ascoltare le telefonate attraverso gli strumenti di supervisione.

L’abbinamento attraverso un codice QR

L’attivazione del sistema è facoltativa e richiede il collegamento tra il profilo dell’adolescente e quello del genitore o tutore.

La procedura avviene attraverso la scansione di un codice QR e l’inserimento della data di nascita del ragazzo.

Una volta configurata la supervisione, le impostazioni concordate vengono protette attraverso un codice PIN. Il sistema è stato progettato anche per impedire che le restrizioni possano essere modificate unilateralmente dall’adolescente.

Se il giovane tenta di ridurre autonomamente il livello di protezione, WhatsApp richiede infatti l’approvazione del genitore attraverso il codice di sicurezza.

Privacy, foto profilo e gruppi

Uno degli ambiti principali riguarda la gestione della privacy.

I genitori possono intervenire su alcune impostazioni stabilendo, ad esempio, chi può visualizzare la foto del profilo dell’adolescente oppure chi può aggiungerlo ai gruppi.

Particolare attenzione viene riservata proprio alle chat collettive, uno degli ambienti nei quali i ragazzi possono entrare maggiormente in contatto con persone esterne alla propria cerchia abituale.

Il sistema può informare i familiari quando l’adolescente entra o esce da un gruppo e quando una chat collettiva registra una crescita significativa del numero dei partecipanti.

Non viene però mostrato il contenuto delle conversazioni.

Controlli anche su Stati e Canali

La supervisione si estende inoltre ad alcune delle funzioni che negli ultimi anni hanno trasformato WhatsApp da semplice servizio di messaggistica in una piattaforma più ampia.

Genitori e tutori possono limitare l’utilizzo dei Canali e intervenire sulla visibilità degli Stati, riducendo così l’esposizione pubblica dell’attività dell’adolescente.

Il sistema consente inoltre di applicare una modalità con contenuti limitati nell’utilizzo di Meta AI, introducendo un ulteriore livello di protezione nell’interazione dei minori con gli strumenti di intelligenza artificiale integrati nell’applicazione.

Supervisione senza sorveglianza delle conversazioni

È proprio questo il punto più delicato della nuova funzione.

WhatsApp prova a costruire un modello nel quale il genitore possa controllare le condizioni nelle quali il ragazzo utilizza la piattaforma, senza ottenere accesso diretto alla sua corrispondenza privata.

La crittografia end-to-end rimane quindi il confine che la supervisione familiare non può oltrepassare: né Meta né genitori e tutori possono utilizzare questi strumenti per leggere i messaggi personali o ascoltare le chiamate protette.

La differenza è sostanziale. Il controllo riguarda le impostazioni dell’account, la privacy, alcune interazioni sociali e l’accesso a determinate funzioni, non il contenuto delle conversazioni.

La sicurezza digitale dei minori diventa centrale

L’introduzione delle nuove funzioni arriva mentre cresce in Europa e negli Stati Uniti il confronto sulla protezione dei minorenni sulle grandi piattaforme digitali.

Social network, messaggistica e intelligenza artificiale sono ormai parte integrante della vita quotidiana degli adolescenti e pongono alle famiglie un problema difficile: come aumentare la sicurezza senza cancellare completamente gli spazi di autonomia e riservatezza dei ragazzi.

La soluzione scelta da WhatsApp prova a collocarsi proprio su questa linea di confine.

Il genitore ottiene maggiori strumenti per prevenire contatti indesiderati e controllare alcune modalità di utilizzo dell’applicazione, mentre l’adolescente conserva la riservatezza delle proprie comunicazioni personali.

Una distinzione destinata a diventare sempre più importante nel dibattito sulla tutela dei minori nell’era delle piattaforme digitali e dell’intelligenza artificiale.