Lungo applauso nell’Aula del Parlamento europeo per Omri Miran, rapito durante gli attacchi del 7 ottobre e rimasto prigioniero di Hamas per oltre due anni. La presidente Roberta Metsola lo ha accolto davanti alla Plenaria di Strasburgo.
STRASBURGO – L’Aula del Parlamento europeo si è alzata in piedi per accogliere Omri Miran, uno degli ostaggi rapiti durante l’attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023.
Miran è stato presentato alla Plenaria dalla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, che ha ricordato la sua lunghissima prigionia: 738 giorni.
«È qui con noi oggi», ha sottolineato Metsola invitando gli eurodeputati ad accoglierlo nell’emiciclo.
Il rapimento del 7 ottobre
Miran era stato sequestrato durante l’attacco del 7 ottobre 2023, la giornata che ha segnato l’inizio di una nuova e drammatica fase del conflitto mediorientale.
La sua presenza a Strasburgo assume quindi un forte valore simbolico, proprio nell’anniversario dell’attacco.
Il Parlamento europeo aveva già dedicato negli anni precedenti momenti ufficiali alla memoria delle vittime e alla sorte degli ostaggi. Nel 2024, in occasione del primo anniversario, Metsola aveva ribadito la richiesta dell’Eurocamera per la liberazione degli ostaggi e per un cessate il fuoco, ricordando nello stesso tempo le vittime e le conseguenze umanitarie della guerra a Gaza.
L’accoglienza dell’Eurocamera
Questa volta, davanti agli eurodeputati, c’era uno degli uomini che quella prigionia l’ha vissuta personalmente.
L’intera Aula si è alzata in piedi al momento della presentazione di Miran, trasformando l’accoglienza in uno dei momenti più significativi della sessione plenaria in corso a Strasburgo.
La presenza dell’ex ostaggio arriva inoltre in giornate nelle quali il ricordo del 7 ottobre è tornato al centro dell’attività dell’Eurocamera. Metsola è intervenuta anche su un episodio avvenuto negli spazi del Parlamento durante una commemorazione delle vittime, ribadendo che l’istituzione deve essere un luogo nel quale tutti possano sentirsi sicuri.
Dal dramma personale al messaggio politico
La vicenda di Omri Miran porta dentro l’emiciclo europeo la dimensione umana di una crisi che continua a segnare profondamente il Medio Oriente.
Dietro le cifre della guerra, le trattative diplomatiche e le contrapposizioni politiche restano infatti le storie individuali delle vittime, degli ostaggi e delle popolazioni civili coinvolte.
L’immagine dell’Aula di Strasburgo in piedi davanti a un uomo tornato libero dopo 738 giorni di prigionia diventa così il simbolo di una memoria che, a tre anni dal 7 ottobre 2023, continua a interrogare l’Europa sulla sicurezza di Israele, sulla protezione dei civili e sulla ricerca di una pace duratura in Medio Oriente.