Type to search

Nucleare, via libera definitivo del Senato: l’Italia riapre la strada all’energia atomica

Share

Approvata la legge delega con 81 sì, 51 no e 7 astensioni. Il Governo dovrà ora definire con i decreti attuativi regole per nuovi impianti, sicurezza, scorie e controlli. Pichetto Fratin indica il 2033-2034 come possibile orizzonte per i primi reattori
ROMA, 23 settembre 2026 – Il Parlamento ha approvato definitivamente la legge delega sull’energia nucleare sostenibile. Dopo il voto favorevole della Camera dello  provvedimento con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astensioni. �
Senato della Repubblica +1
È un passaggio politico e legislativo rilevante, ma occorre precisarne la portata: la legge non autorizza automaticamente la costruzione di nuove centrali nucleari. Delega invece il Governo a costruire il quadro normativo necessario per consentire nuovamente la produzione di energia nucleare in Italia, attraverso successivi decreti legislativi. �
ANSA.it +1
Cosa prevede la legge
Il provvedimento affida al Governo il compito di disciplinare organicamente l’intero ciclo dell’energia nucleare. Fra gli ambiti indicati figurano costruzione ed esercizio degli impianti, gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, sicurezza nucleare, organismi di controllo e produzione di idrogeno attraverso energia nucleare. �
ANSA.it
Dovranno inoltre essere affrontati temi decisivi quali la localizzazione degli impianti, il coinvolgimento degli enti territoriali, la ricerca, la formazione del personale, l’informazione pubblica e le garanzie finanziarie. �
Corriere della Sera
Il Governo dispone di dodici mesi dall’entrata in vigore della legge per esercitare la delega, anche se il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha dichiarato di voler accelerare e arrivare ai decreti attuativi entro la fine dell’anno. �
ANSA.it +1
Quale nucleare?
L’orientamento del Governo è rivolto alle tecnologie nucleari di nuova generazione, compresi i reattori modulari di dimensioni ridotte, mentre il quadro normativo contempla anche lo sviluppo futuro della fusione. La scelta concreta delle tecnologie, tuttavia, dipenderà dai successivi provvedimenti e dall’evoluzione industriale e regolatoria. �
euronews +1
Il ministro Pichetto Fratin ha indicato nel 2033-2034 il possibile orizzonte per l’entrata in funzione dei primi impianti. Si tratta, allo stato attuale, di un obiettivo governativo e non di una data già determinata da cantieri autorizzati. �
Corriere della Sera
Governo: sicurezza energetica e competitività
La maggioranza presenta il nucleare come uno degli strumenti per ridurre la dipendenza italiana dalle fonti fossili e affiancare le rinnovabili nella decarbonizzazione.
Pichetto Fratin ha definito l’approvazione una «giornata storica», sostenendo che l’integrazione fra nucleare e rinnovabili possa aumentare sicurezza energetica, indipendenza e competitività del sistema italiano. �
ANSA.it
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di un impegno mantenuto e di una scelta che il Governo considera funzionale anche alla stabilizzazione futura dei costi energetici. �
ANSA.it +1
Il voto politico
La maggioranza ha sostenuto il provvedimento. Azione ha votato a favore, mentre Italia Viva si è astenuta; Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno votato contro. �
Il Fatto Quotidiano
Carlo Calenda ha motivato il voto favorevole di Azione sostenendo la necessità di affiancare nucleare e rinnovabili per rispondere alla futura crescita della domanda elettrica. �
ANSA.it
Le opposizioni contrarie hanno invece sollevato questioni relative a costi, tempi, sicurezza, gestione delle scorie e struttura dei controlli. Nel dibattito al Senato il PD ha proposto, tra l’altro, un’autorità amministrativa indipendente dedicata alla sicurezza nucleare. �
Senato della Repubblica
Dopo i referendum, una nuova fase
La decisione ha anche un forte valore storico. Dopo il referendum del 1987, seguito all’incidente di Chernobyl, l’Italia abbandonò progressivamente la produzione elettronucleare; nel 2011 un nuovo referendum fermò il programma di ritorno all’atomo allora previsto.
La legge approvata oggi inaugura quindi una nuova fase legislativa, ma non significa che domani inizierà la costruzione delle centrali.
La partita decisiva comincia adesso: decreti attuativi, scelta delle tecnologie, autorità di sicurezza, localizzazione, deposito dei rifiuti radioattivi, investimenti e consenso dei territori determineranno se e in quali tempi il ritorno italiano alla produzione nucleare diventerà effettivamente realtà. �
Senato della Repubblica +1
**Il 23 settembre 2026 segna dunque il ritorno formale del nucleare nell’architettura della politica energetica italiana. La distanza tra una legge delega e il primo chilowattora prodotto da un nuovo reattore resta però ancora considerevole.**