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Scuola, banchi a rotelle: è polemica tra gli operatori

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Di Daiana De Luca (Responsabile Comunicazione Confedercontribuenti)


 

A poco meno di due mesi dall’inizio dell’anno scolastico 2020/2021, non accennano a placarsi le polemiche sulla gara europea lanciata dal commissario all’emergenza, Domenico Arcuri,  per l’acquisto di tre milioni di banchi per le scuole. Ed allora, da una parte ecco schierata Lucia Azzolina, Ministro dell’Istruzione, che ribadisce che il nuovo arredo sarà pronto in tempo, dall’altra, tuonano invece i produttori e le loro associazioni di riferimento che definiscono una “missione impossibile” quella di fornire in 23 giorni gli istituti scolastici di tutto il paese del materiale necessario (1.5 milioni di banchi monoposto tradizionali e 1,5 milioni di sedute di tipo innovativo, meglio conosciuti come “banco-sedia con rotelle”, aspramente criticato dalle opposizioni).

Si teme da più parti che la gara vada deserta anche perché i tempi si consegna (entro il 31 Agosto) “impongono di concentrare in 23 giorni, compresi tutti i festivi, la produzione di 5 anni”. Dure, dunque, sono le critiche dei produttori di banchi; Massimiliano Di Biase di Arreda La Scuola srl, così afferma: “Anche se avessi 200mila banchi in magazzino, avrei bisogno di dieci chilometri di camion per farli uscire dall’azienda. E poi – continua l’imprenditore- quanto tempo è necessario per portarli nelle scuole? 200mila banchi- conclude- si distribuiscono in due mesi”. A fargli eco Gennaro Gallo della Prismarredo di Marano che aggiunge:Nessuna azienda potrà produrre una simile quantità nei tempi richiesti. Ho il dubbio – incalza – che qualche ditta abbia saputo le intenzioni del Governo prima della pubblicazione della gara. Ho parlato anche con altri colleghi, nessuno parteciperà al bando”.

Altrettanto polemico Enzo Sabbatino della Sud Arredi di Nocera: “Ora scoprono la seduta a rotelle che noi abbiamo in catalogo da otto anni. SI tratta di una sedia che non è stata concepita – aggiunge – per la didattica quotidiana ma per i lavoratori”. Alle preoccupazioni mosse dagli addetti ai lavori si aggiunge quella di chi teme che chi si aggiudicherà il lotto delle sedute innovative possa acquistare il materiale in Cina a prezzi inferiori a quelli dell’offerta. L’ipotesi paventata è, dunque, che “l’azienda vincitrice presenti un prodotto di qualità, per poi sostituirlo con uno acquistato a Pechino a prezzi molto più bassi”. Ma se da una parte abbiamo chi si scaglia contro le scelte del Commissario Arcuri e del ministro Azzolina, dall’altra c’è chi difende a spada tratta la soluzione prospettata del banco-sedia con le rotelle, utilizzato già da otto anni in alcune scuole come in quella di Salvatore Giuliano, dirigente dell’Istituto  Majorana di Brindisi ed ex sottosegretario all’Istruzione, secondo cui “è uno strumento che consente di fare una nuova didattica”.

E così, che siate favorevoli o contrari ai banchetti innovativi, la scuola si pone ancora una volta come polemico argomento di discussione su cui battagliare; chi scrive, però, vuole mantenere un pensiero ottimista e non di parte nei confronti delle nuove generazioni di dirigenti, insegnanti e studenti… Coloro che non traggono utilità da queste sterili avversioni, coloro che, in fondo, ciò che vogliono è che l’attenzione sull’istruzione non sia mera propaganda politica, bensì atti concreti su cui basare il rilancio del Paese che può muovere i suoi passi proprio dalla scuola.

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