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Nei primi anni 2000, il leader nell’eolico, a livello mondiale, era la Germania, seguita da Spagna, Stati Uniti, Danimarca, Olanda, Italia e Gran Bretagna. Dopo pochi anni, si è affacciata sullo scenario mondiale la Cina, che è salita in modo esponenziale, acquisendo il primato di leader mondiale nel settore. Energia eolica.

A livello europeo buone posizioni sono detenute da Germania, Spagna e Gran Bretagna.  La Cina è un vero e proprio gigante ma l’Europa è riconosciuta, al momento, come la vera patria dell’eolico

Eolico offshore, l’Italia ha il potenziale per diventare il terzo mercato mondiale.

In Italia l’eolico offshore galleggiante può valere 1,3 milioni di posti di lavoro può accelerare la transizione verde del Paese, ma il settore è ancora fermo

Possibili scenari per il futuro

Wind europe, l’associazione di tutte le industrie del settore eolico in Europa, ha pubblicato, qualche anno fa, un rapporto dove delinea lo scenario al 2030, dal più al meno favorevole. Quest’ultimo, che auspichiamo di raggiungere, vede una potenza eolica installata che oltrepassa il 30% della domanda elettrica (si passerebbe dal 18% circa del 2022 al 30%), le prospettive sono interessanti e pure le aspettative, visto che dal 2020 registriamo un’impennata nell’installazione di impianti eolici.

Il nostro Paese è stato uno di quelli che maggiormente ha usato l’eolico in una fase iniziale, oggi siamo al 10° posto, a livello mondiale, per potenza installata. L’eolico è presente principalmente al Sud d’Italia dove il vento è maggiore. Per quanto riguarda, invece, la Toscana, non si tratta di una regione ventosa, nonostante questo non manca la produzione di energia da fonte eolica, tanto da avere una discreta potenza eolica installata che salirà, a partire dal prossimo anno, con il nuovo parco del Mugello, in provincia di Firenze.

Come funziona l’eolico off-shore

Cominciamo dal nome “off-shore”, che significa letteralmente “fuori costa”. Si tratta di gigantesche “girandole” – come quelle che da bambini/e avrete forse piantato in un vaso in balcone per intenderci – che “poggiano” però sul mare e attraverso le quali riusciamo a produrre energia elettrica. Diamo alle cose il giusto nome: non parleremo di girandole, ovviamente; ma di pale o turbine eoliche (chiamate anche aero-generatori).

Di turbine eoliche off-shore ne esistono di due tipi principali: bottom fixed o galleggianti. Le prime hanno fondamenta direttamente poggiate sul fondale e sono adatte ad acque poco profonde (circa, al massimo, 50 metri).

Le seconde galleggiano sorrette da particolari strutture, ancorate al fondale attraverso apposite catene. Questo secondo tipo può essere installato anche dove le profondità marittime sono maggiori, quindi a distanze dalla costa ben più interessanti. In entrambi i casi gli impianti sono collegati alla rete elettrica attraverso cavi sottomarini e sono monitorati attraverso software dedicati, che ne consentono il comando da remoto.

 

Fonte: https://www.portaleconsulenti.it/