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La favola della ‘piccola’ Bourges, capitale europea della cultura 2028

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La cittadina, famosa per la cattedrale gotica, ha battuto la concorrenza di altre 3 cittadine francesi e affiancherà Ceské Budejovice e Skopje
AGI – In Francia ci avrebbero scommesso in pochi, eppure Bourges è stata eletta Capitale europea della cultura per il 2028. L’incantevole cittadina medievale, dotata di una delle più famose cattedrali gotiche esistenti, era la più piccola delle quattro città francesi in lizza. “Abbiamo cercato di proporre una visione diversa e un modo differente di intendere la nostra candidatura a Capitale europea della cultura”, ha dichiarato il sindaco della città Yann Galut, sottolineando quanto la loro proposta fosse “sobria” ma carica di possibilità. “È un grande onore”, ha dichiarato al momento dell’annuncio del risultato, dopo un’esplosione di applausi che ha attraversato il Ministero della Cultura, che ospitava l’evento.
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“La bella addormentata si è svegliata”, recitava il comunicato stampa della città, con un invito diretto ai suoi abitanti a festeggiare la notizia nelle vie cittadine. Delusione invece per Rouen, una delle favorite, che nella sua nota ufficiale ha dichiarato di voler continuare “lo slancio” dato dall’opportunità. Stesso discorso fatto dal sindaco di Montpellier, Michaël Delafosse, che ha spiegato di voler mantenere “la promessa di nuovi progetti per il futuro” resi possibili dalla candidatura della sua città.
Presentata nel dicembre 2022, la candidatura di Bourges ha dovuto superare anche la concorrenza di Clermont-Ferrand, altra nobile cittadina. La Francia, che è stata scelta per ospitare una delle capitali europee nel 2028, ha così preso la sua decisione, in controtendenza con le aspettative della vigilia.
Bourges condividerà il titolo con Ceské Budejovice, cittadina della Repubblica Ceca, e Skopje. Dal 2021, il titolo di “Capitale europea della cultura” può essere assegnato a una città di un Paese candidato all’adesione all’UE, oltre che a due comuni degli Stati membri.
Una “città in difficoltà”
Il ministro della Cultura, Rima Abdul Malak, ha accolto con favore questa vittoria, che dovrebbe “puntare i riflettori su una città di medie dimensioni con grandi ambizioni” e “rivitalizzare il tessuto locale”. Con i suoi 64.000 abitanti, Bourges si è presentata in campagna elettorale come portabandiera delle città di medie dimensioni ma con una grande volontà di emergere. Il suo sindaco, Yann Galut, ammette che Bourges è una “città in difficoltà”: il tasso di disoccupazione è superiore alla media nazionale e il numero di residenti è in calo dal 1980.
La città, che intende creare una Città europea degli artisti e degli autori, può già contare sul successo del festival Printemps, che si celebra ogni aprile, e sta progettando di organizzare un “Printemps européen de Bourges” nel 2028. Il sindaco ha sottolineato che il marchio fornirebbe alla città “un’incredibile leva in termini di attrattiva e reputazione”. Nel 2013, Marsiglia ha accolto 11 milioni di visitatori, con un budget complessivo di oltre 1 miliardo di euro e ricadute stimate in 500 milioni di euro.
Bourges, la cui stazione ferroviaria non è servita dal TGV, punta proprio sulla ferrovia come mezzo di trasporto principale per accogliere i turisti: il suo sindaco spera che “le milioni di persone che verranno preferiranno utilizzare il treno”. La giuria ha lodato “il fatto che le città selezionate [abbiano] preso molto sul serio le sfide del cambiamento climatico”.
Lanciato nel 1985 su iniziativa di Francia e Grecia, il programma “Capitale europea della cultura” mira a stimolare il turismo culturale organizzando mostre, festival e persino la costruzione di musei. Bourges seguirà nella tradizione francese illustri predecessori: Parigi nel 1989, Avignone nel 2000, Lille nel 2004 e Marsiglia nel 2013.