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IA: Giomi (Agcom), sì a regole ma progresso non va fermato

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“Per ogni applicazione potenzialmente pericolosa dell’Intelligenza Artificiale esiste un numero di suoi utilizzi molto superiore che porta notevoli benefici a tutti i settori produttivi dall’industria alla pubblica amministrazione e anche ai singoli cittadini”. Lo dichiara la Commissaria Agcom Elisa Giomi al World Artificial Intelligence Cannes Festival nel corso dell’evento: “Regolamentare la prossima rivoluzione industriale”, organizzato da Airia l’Associazione per la regolazione dell’AI in Italia.
“Fermo restando il primato dell’etica e dei diritti umani come dimostra la recente approvazione da parte della Ue dell’AI Act che è la prima norma di settore al mondo – è la riflessione – non possiamo nascondere che scontiamo un forte ritardo in termini di innovazione, tanto è vero che in Europa nascono pochissime start up ad alta capacità tecnologica, i cosiddetti ‘unicorni’, quindi dobbiamo cogliere questa opportunità”. E prosegue: “Sarebbe come scegliere di rimanere all’aratro in un mondo in cui tutti usano il trattore solo per la paura che il trattore possa schiacciare animali e persone”.
Per Giomi, “le regole sono indispensabili ma non devono essere usate per fermare il progresso piuttosto vanno usate per produrre cultura dell’AI, che significa in primo luogo evitare il panico morale che si ripresenta ad ogni novità tecnologica e mediale, trasformandolo, in conoscenza e apprendimento di quanto accade”.
“Rispetto agli altri settori – prosegue – l’utilizzo dell’AI nei media resta quasi sempre sotto traccia, perlomeno fino al momento in cui accade qualcosa che catalizza l’opinione pubblica mondiale, per fare un esempio, la clonazione della voce di Biden da parte di un robocall che dissuadeva dall’andare a votare per le primarie repubblicane, e dimenticando che per ognuno di questi utilizzi negativi dell’AI ve ne sono moltissimi di positivi, come il clonaggio della voce nella produzione audiovisiva, l’uso di AI per individuare i deepfake, per la verifica dei fatti e delle fonti, nell’integrazione e nel dialogo interculturale”.
A proposito della perdita dei posti di lavoro a cui spesso si fa riferimento quando si parla dell’Intelligenza Artificiale” la Commissaria commenta: “Non credo che AI possa rubare posti di lavoro, probabilmente sostituirà quelle funzioni che dell’AI non sanno avvalersi. Ci sono attività di lavoro in cui non servirà e quindi non verrà impiegata”. E conclude: “Le regole sono molto importanti e non è possibile l’Intelligenza artificiale senza etica, ma non dobbiamo nemmeno correre il rischio di ritrovarci con l’etica senza AI”. (AGI)