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Finocchiaro (Pres. Confedercontribuenti): Bene Papa sulle Banche, ma il Vaticano si liberi dello IOR e faccia luce sugli scandali.

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Ieri è stata pubblicata la prima enciclica di Papa Francesco interamente scritta da lui, intitolata (dal Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi) “Laudato si’”. In circa 200 pagine e 6 capitoli, Bergoglio, ispirandosi agli scritti sul Creato del patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, ha voluto esprimere con forza il suo punto di vista sulle problematiche della tutela dell’ambiente e del pianeta Terra, oltre che sul nesso tra il degrado a cui l’uomo sottopone l’intero ecosistema e la condizione di miseria in cui vivono centinaia di milioni di uomini. Con il suo scritto, in effetti, il Santo Padre prova davvero a sfidare i potenti del mondo con discorsi di portata apertamente politica: le critiche che potrebbero essergli rivolte si fonderebbero su un presunto approccio “poco teologico e sobillatore delle coscienze sociali”. In effetti, ha fatto particolare scalpore il sesto capitolo in cui il Papa ha lanciato delle chiare critiche al consumismo e alle regole della politica economica globale che governa il mondo odierno. “Il salvataggio a ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza che non ha futuro e che potrà solo generare nuove crisi dopo una lunga, costosa e apparente cura”, ha scritto Papa Francesco, descrivendo come “occasione persa” quella di cominciare a redigere una nuova storia dopo la crisi della finanza globale del 2007. Apprezziamo quanto scritto dal Papa, ha dichiarato il presidente nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, ma chiediamo al Santo Padre di far luce sullo IOR Banca del Vaticano, che non ha motivo di esistere.


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