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Cultura: presidio a Officina Pasolini, artisti contro chiusura

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Studenti, lavoratori, operatori del mondo della cultura si mobilitano per evitare la chiusura e il trasferimento delle attività dell’Officina Pasolini, il laboratorio gratuito e hub culturale e di alta formazione della Regione Lazio che si trova nell’Ex-Civis e, per un accordo della vecchia giunta di centrosinistra a guida Zingaretti con il ministero degli Esteri, deve adesso trasferirsi dalla palazzina in cui si trova per passare a quella di fronte per far posto ai nuovi uffici dalla Farnesina. Un trasloco che, a detta degli attuali inquilini, è un problema. Oltre al fatto che comporterà la chiusura dello storico Teatro De Filippo, dove Officina Pasolini ha accolto circa 35mila spettatori e dove si sono esibiti lo stesso Eduardo e altri grani come Peter Brook, Monica Vitti e Fabrizio Gifuni. Lo stabile dovrebbe essere smantellato e trasformato in una sala conferenze.
“Una mobilitazione spontanea che nasce dal rapporto che quella realtà, insieme al Teatro De Filippo, ha nel tempo costruito con il territorio e con le persone – spiega Erica Battaglia, consigliera capitolina dem e presidente della commissione Cultura e Lavoro di Roma Capitale – corsi, laboratori gratuiti, spettacoli per tutti, un lavoro di inclusione e di partecipazione che rischia di essere interrotto per sempre dall’accordo sulla ristrutturazione della struttura siglato tra Ministero degli Esteri, Regione Lazio e Sport e Salute. Questo vale anche per le attese di tanti giovani studenti per la riqualificazione degli alloggi, in un momento storico caratterizzato dal caro-affitti. Per non rompere questo filo oggi è necessario il sostegno di tutti, un invito alla cittadinanza a unirsi nel sostegno di questa esperienza che da anni cura quegli spazi e fa cultura”, aggiunge.
Per sostenere Officina Pasolini oggi pomeriggio molti artisti del comitato Salviamo Ex-Civis e teatro Eduardo De Filippo come Daniele Silvestri, Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Edoardo Leo, Neri Marcorè, Marisa Laurito, Michela Andreozzi, Luca Barbarossa, Massimiliano Bruno, Carlotta Natoli, Peppe Servillo si improvvisano ciceroni per condurre i cittadini all’interno della struttura per far conoscere più da vicino questa realtà. Dalle 17 fino a sera gli artisti terranno una sorta di open day non autorizzato all’Ex-Civis, anche con interventi dal palco del Teatro Eduardo De Filippo.
Come ha spiegato Daniele Silvestri in un post sui social, “Officina Pasolini è un progetto regionale, un Laboratorio di Alta Formazione nato nel 2014 a livello sperimentale e trasferito nel 2016 negli spazi riqualificati nell’ex-Civis dalla Regione Lazio con una spesa di 1 milione e 600 mila euro. Nel 2017 Officina Pasolini è diventato un hub che organizza eventi gratuiti, nel teatro Eduardo De Filippo”.
Il rischio, sottolinea il cantautore romano e gli altri membri del comitato ‘Salviamo Ex-Civis’, è di perdere tutto: le aule, che non è detto sia possibile ricostruire uguali nella nuova struttura, la Palazzina B, che ha spazi ridotti. C’è poi lo studentato da circa 350 posti letto. E’ inagibile dal 2019 ma, spiegano, si potrebbe “facilmente riqualificare”.
Al presidio c’è anche Massimiliano Smeriglio, eurodeputato AVS ed ex vicepresidente della Regione Lazio guidata da Nicola Zingaretti. “Oggi pomeriggio mi trovo qui al presidio di studenti e artisti a Officina Pasolini che ho contribuito ad aprire nel 2016 perché credo nel reinsediamento di occasioni di formazione e fruizione culturale e nella redistribuzione di opportunità pubbliche gratuite e di qualità – spiega Smeriglio – Officina Pasolini mette insieme formazione artistica, un luogo di incontro culturale, interno ed esterno, un teatro storico riqualificato, il teatro De Filippo, e uno studentato con l’idea di coniugare il diritto all’abitare dei fuorisede con una certa idea di bellezza. Da anni ormai il progetto ha cominciato a scricchiolare fino alle minacce di chiusura di oggi, francamente inaccettabili. Sono qui per ascoltare, solidarizzare e difendere questo bellissimo presidio di politiche culturali pubbliche”, conclude l’eurodeputato AVS. (AGI)
CAU