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Casini annuncia l’ultima legislatura: il Parlamento perde un protagonista della politica di mediazione

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Il senatore non si ricandiderà alle prossime elezioni. Dall’ingresso a Montecitorio nel 1983 alla presidenza della Camera, un percorso che attraversa oltre quarant’anni di storia italiana.

Pier Ferdinando Casini non si ricandiderà alle prossime elezioni politiche. L’annuncio arriva in un’intervista al Corriere della Sera: il senatore ritiene concluso il proprio percorso parlamentare e vuole lasciare spazio a figure più in sintonia con le coalizioni che si presenteranno agli elettori. La decisione riguarda il prossimo appuntamento elettorale e non comporta dimissioni immediate.

Eletto deputato per la prima volta nel 1983 nelle liste della Democrazia cristiana, Casini ha attraversato la trasformazione del sistema politico italiano, mantenendo una forte identità centrista. Dopo l’esperienza alla Camera, dal 2013 è passato al Senato, dove è stato riconfermato nelle elezioni del 2018 e del 2022.

Il riferimento ai 44 anni contenuto nell’annuncio guarda dunque alla conclusione del percorso iniziato nel 1983. Una permanenza che comprende stagioni politiche profondamente differenti, dalla Prima Repubblica alle coalizioni contemporanee.

Il passaggio istituzionale più rilevante della sua carriera resta la presidenza della Camera, alla quale venne eletto il 31 maggio 2001. In quel ruolo accolse Giovanni Paolo II a Montecitorio il 14 novembre 2002: per la prima volta un Pontefice pronunciò un discorso davanti a deputati e senatori riuniti nel Parlamento italiano.

Casini indica quell’incontro come il ricordo più bello. Nell’intervista definisce inoltre Berlusconi il leader più carismatico ed esprime un giudizio positivo sulla determinazione di Elly Schlein e sulla sua capacità di parlare ai giovani.

La sua storia politica è legata alla ricerca di uno spazio autonomo per il centro. Dopo la fine della Democrazia cristiana contribuì alla nascita del Centro cristiano democratico, partecipando alla costruzione dell’area moderata del centrodestra. La successiva evoluzione delle alleanze lo ha portato a confrontarsi con schieramenti diversi, fino alle più recenti elezioni al Senato nel collegio di Bologna.

Il suo percorso può essere letto come quello di un esponente della politica di mediazione: una cultura che affida al Parlamento il compito di comporre interessi e posizioni differenti. Un metodo che richiede confronto, conoscenza delle istituzioni e disponibilità al compromesso, ma che deve sempre misurarsi con la chiarezza delle scelte davanti agli elettori.

L’annuncio apre anche una riflessione sul ricambio. L’esperienza può offrire continuità e competenza; l’ingresso di nuove figure può portare sensibilità e priorità diverse. La qualità della rappresentanza dipende dalla capacità di mettere queste risorse al servizio dei cittadini.

Casini resterà in Parlamento fino alla conclusione del mandato. La scelta di non ripresentarsi segna intanto il confine di una lunga esperienza istituzionale: una pagina della politica italiana che si avvia a chiudersi attraverso una decisione personale, resa pubblica prima del voto.