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Auto ibride, disgelo tra Ue e Cina: l’intesa di Pechino prova a frenare lo scontro commerciale

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Bruxelles punta a contenere le importazioni previste nei prossimi quattro anni. Nel negoziato anche minori dazi sui prodotti europei e forniture più stabili di materie prime strategiche.

Un primo passo per allentare le tensioni commerciali tra Unione europea e Cina. Dopo due giorni di colloqui a Pechino, il 9 ottobre il commissario europeo al Commercio, Maroš Šefčovič, ha annunciato un’intesa preliminare con le autorità cinesi. Il punto centrale riguarda il contenimento delle esportazioni di automobili ibride e ibride plug-in verso l’Europa, ma il confronto ha prodotto aperture anche sull’accesso dei prodotti europei al mercato cinese e sulle forniture di terre rare.

L’obiettivo sulle automobili è significativo: ridurre di oltre la metà i volumi che, secondo le proiezioni europee, arriverebbero dalla Cina nei prossimi quattro anni senza nuovi interventi. La precisazione è essenziale per comprendere la portata dell’annuncio. Non è stato comunicato un dimezzamento immediato delle esportazioni attuali, ma una riduzione rispetto alla crescita prevista. Secondo Šefčovič, questo potrebbe tradursi in diversi milioni di vetture in meno rispetto allo scenario senza accordo.

Per Bruxelles, il tema riguarda il futuro della produzione automobilistica europea e della sua filiera. L’aumento delle forniture cinesi ha alimentato preoccupazioni sulla capacità delle imprese del continente di sostenere la concorrenza. Il negoziato cerca una risposta attraverso impegni concordati con Pechino, mentre prosegue il confronto sugli strumenti commerciali relativi alle auto elettriche.

Il risultato raggiunto va oltre il settore automobilistico. La Cina ha accettato di lavorare a una riduzione dei dazi su alcune categorie di prodotti europei, tra cui componenti per auto, olio d’oliva e calzature. Si tratta di merci che rappresentano quasi quattro miliardi di euro di esportazioni: il beneficio prospettato dal commissario europeo è di almeno 225 milioni di euro di risparmi sui dazi. Per l’Italia, l’interesse è evidente, perché il pacchetto coinvolge produzioni importanti dell’agroalimentare, della manifattura e della componentistica.

Un altro fronte riguarda terre rare e magneti permanenti. Le parti hanno raggiunto un’intesa per facilitare il rilascio delle licenze cinesi all’esportazione, con l’obiettivo di rendere più regolari e prevedibili le forniture alle imprese europee. La continuità degli approvvigionamenti è uno degli elementi decisivi del rapporto economico tra Bruxelles e Pechino.

La prudenza, tuttavia, resta necessaria. I dettagli operativi del contenimento delle esportazioni automobilistiche non sono stati resi pubblici. Šefčovič ha spiegato che le modalità tecniche saranno illustrate dopo il confronto con i vertici delle istituzioni europee e gli Stati membri. Restano quindi da conoscere strumenti, tempi e procedure attraverso cui gli impegni annunciati diventeranno effettivi.

Sul piano economico, la sfida sarà conciliare la tutela della produzione europea con l’interesse dei consumatori a un’offerta ampia e competitiva. Per le imprese italiane, il negoziato apre inoltre la possibilità di migliori condizioni sul mercato cinese, ma i vantaggi andranno valutati quando le misure saranno definite.

L’intesa di Pechino offre uno spazio di dialogo dopo anni di contrasti. La sua tenuta si misurerà ora sulla capacità di trasformare gli annunci in impegni verificabili: contenere gli squilibri, garantire maggiore reciprocità e dare alle imprese condizioni più prevedibili per investire e produrre.


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