Type to search

Sondaggi, quattro anni dopo il voto: FdI resta primo, cresce il Pd, arretra la Lega. Avs quasi raddoppia

Share

La Supermedia AGI/YouTrend consente di confrontare l’attuale fotografia delle intenzioni di voto con le Politiche del 2022. Il sistema politico è cambiato: Fratelli d’Italia conserva sostanzialmente il consenso delle elezioni, il Pd guadagna quasi due punti, il Movimento 5 Stelle arretra e la Lega registra la perdita più consistente. Nel frattempo è emerso un nuovo soggetto, Futuro Nazionale.

A quattro anni dalle elezioni politiche del 25 settembre 2022, il confronto con i sondaggi di oggi restituisce l’immagine di un elettorato in movimento, ma senza uno stravolgimento delle prime posizioni.

La nuova Supermedia AGI/YouTrend, che aggrega e pondera le rilevazioni di diversi istituti demoscopici, colloca Fratelli d’Italia al 27%, il Partito Democratico al 20,8% e il Movimento 5 Stelle al 12,6%. Seguono Futuro Nazionale al 7,8%, Forza Italia al 7,4%, Alleanza Verdi e Sinistra al 6,5% e Lega al 5,6%. 

È una fotografia interessante soprattutto se messa a confronto con il risultato delle Politiche del 2022. Con una precisazione indispensabile: un risultato elettorale e un sondaggio non sono la stessa cosa. Il primo registra voti realmente espressi, il secondo misura intenzioni dichiarate in un determinato momento e presenta sempre un margine di incertezza.

Fratelli d’Italia conserva il primato

Il dato di FdI mostra una sostanziale tenuta rispetto alle Politiche.

Nel 2022 il partito guidato da Giorgia Meloni ottenne circa il 26% dei voti; quattro anni dopo la Supermedia lo colloca intorno al 27%, circa un punto in più.

La continuità del dato assume un significato particolare perché nel frattempo è cambiato anche il quadro dell’area politica di riferimento, con la comparsa di Futuro Nazionale, che nella rilevazione raggiunge il 7,8%.

La presenza di una nuova formazione rende tuttavia imprudente attribuire automaticamente le variazioni di FdI, Lega o altri partiti a trasferimenti diretti di elettori: per ricostruire i flussi servono indagini specifiche.

Il Pd cresce di quasi due punti

Il Partito Democratico passa dal risultato di circa il 19% delle Politiche al 20,8% della Supermedia: un incremento di circa 1,8 punti percentuali.

È una crescita significativa nel confronto quadriennale, anche se il dato resta distante da quello di Fratelli d’Italia.

Per il Pd il problema politico non è soltanto la consistenza del proprio consenso, ma anche il rapporto con le altre forze dell’opposizione. Ed è proprio osservando queste ultime che emergono alcuni dei cambiamenti più importanti.

Movimento 5 Stelle sotto il risultato del 2022

Il Movimento 5 Stelle viene stimato al 12,6%.

Alle Politiche del 2022 aveva ottenuto oltre il 15%: la differenza è quindi di circa 2,8 punti percentuali.

Il Movimento rimane la terza forza tra quelle già presenti alle ultime elezioni, ma il confronto evidenzia una contrazione rispetto alla base elettorale raggiunta quattro anni fa.

Avs è la crescita più evidente

Il risultato di Alleanza Verdi e Sinistra rappresenta uno dei cambiamenti numericamente più marcati.

Nel 2022 AVS aveva ottenuto circa il 3,6%. La Supermedia la colloca oggi al 6,5%.

Significa un incremento di circa 2,9 punti percentuali e un consenso vicino al doppio di quello ottenuto alle Politiche.

Il dato segnala un rafforzamento dell’area rosso-verde all’interno dell’opposizione, pur senza consentire da solo di stabilire da quali partiti o dall’astensione provengano i nuovi consensi.

Lega: la contrazione più forte rispetto al 2022

Il movimento più consistente in senso opposto riguarda la Lega.

Dal circa 8,8% delle Politiche 2022 passa al 5,6% indicato dalla Supermedia.

La differenza è di circa 3,2 punti percentuali, la perdita maggiore tra i principali partiti direttamente confrontabili con quelli presenti quattro anni fa. 

È un dato particolarmente rilevante anche considerando la nuova configurazione dell’area politica alla destra di FdI e la presenza di Futuro Nazionale.

Forza Italia sostanzialmente stabile

Più contenuto il cambiamento di Forza Italia, stimata al 7,4%.

Rispetto alle Politiche del 2022 la variazione è nell’ordine di -0,7 punti.

Nel confronto quadriennale FI mostra dunque una stabilità maggiore rispetto alla Lega.

Futuro Nazionale cambia la fotografia

La principale differenza strutturale rispetto al 2022 è però rappresentata da Futuro Nazionale, che quattro anni fa non era presente sulla scheda elettorale.

La Supermedia lo colloca al 7,8%, sopra sia Forza Italia sia Lega.

Proprio perché si tratta di un soggetto nuovo, il suo risultato non può essere confrontato direttamente con quello delle Politiche 2022. È però un elemento che modifica la distribuzione del consenso e rende meno lineare il confronto tra gli attuali equilibri e quelli dell’inizio della legislatura. 

Il centro: Azione davanti a Italia Viva

Nell’area centrista, Azione viene indicata al 3,4%, mentre Italia Viva è al 2,2% e +Europa all’1,5%.

Anche in questo caso il confronto con il 2022 richiede cautela perché alle ultime Politiche Azione e Italia Viva si presentarono insieme nel cosiddetto Terzo Polo.

Il dato odierno fotografa quindi partiti che si presentano autonomamente e non può essere sovrapposto meccanicamente al risultato ottenuto dalla lista comune quattro anni fa.

Un sistema più frammentato

La fotografia complessiva racconta soprattutto una trasformazione della geografia politica.

FdI mantiene una percentuale vicina a quella con cui vinse le Politiche; il Pd migliora il proprio risultato; M5S e Lega risultano sotto i livelli del 2022; AVS cresce sensibilmente; Forza Italia presenta variazioni più contenute.

Contemporaneamente è comparso un nuovo soggetto politico con percentuali non marginali.

Il risultato è una maggiore frammentazione dell’offerta politica, particolarmente evidente nell’area del centrodestra e della destra.

Attenzione a non trasformare i sondaggi in risultati elettorali

La Supermedia ha un vantaggio rispetto alla lettura di una singola rilevazione: combinando più sondaggi cerca di attenuare le oscillazioni legate ai singoli istituti. YouTrend spiega che la metodologia serve proprio a mettere insieme rilevazioni differenti per individuare con maggiore chiarezza le tendenze di medio periodo. 

Rimane però una fotografia del presente, non una previsione del risultato di future elezioni.

Fra intenzione dichiarata e voto effettivamente espresso possono intervenire campagna elettorale, affluenza, candidature, alleanze e avvenimenti politici ed economici.

Il confronto con il 2022 permette quindi di capire come si è spostato il consenso misurato dai sondaggi, non di anticipare ciò che accadrebbe alle urne.

Quattro anni dopo l’inizio della legislatura, il dato più evidente è proprio questo: alcuni rapporti di forza sono rimasti relativamente stabili, altri sono cambiati sensibilmente e la nascita di nuove formazioni ha reso il quadro politico italiano ancora più articolato.

Supermedia YouTrend – dati e metodologia⁠