Il piano “Next” punta a trasformare 46mila ristoranti entro il 2036. Cinque miliardi di sostegno ai franchisee, IA nei drive-thru e cucine ripensate. L’obiettivo: aumentare di circa 100mila dollari il flusso di cassa annuale per locale
25 settembre 2026 – Una trasformazione da 8,5 miliardi di dollari per portare McDonald’s nell’era dell’intelligenza artificiale e ripensare il funzionamento dei suoi circa 46mila ristoranti nel mondo. È il cuore di “Next”, il nuovo piano strategico con cui il gigante della ristorazione punta a modernizzare progressivamente la propria rete entro il 2036.
Il progetto combina investimenti tecnologici, ristrutturazione delle cucine, automazione degli ordini e sostegno finanziario ai franchisee. A questo si aggiunge una precisa scelta commerciale: conquistare una quota maggiore del mercato globale del pollo.
Uno degli aspetti centrali del piano riguarda proprio gli affiliati, fondamentali nel modello economico di McDonald’s.
L’azienda prevede di mettere a disposizione circa 5 miliardi di dollari entro il 2030, attraverso contributi in conto capitale e agevolazioni sugli affitti, per sostenere gli investimenti necessari alla trasformazione dei ristoranti.
Gli interventi richiesti agli operatori comporterebbero comunque un investimento aggiuntivo stimato intorno agli 800mila dollari per ristorante.
McDonald’s ritiene però che il miglioramento dell’efficienza operativa possa aumentare di circa 100mila dollari all’anno il flusso di cassa di ciascun locale.
Secondo le stime aziendali, considerando gli incentivi e i miglioramenti attesi, il ritorno sull’investimento per gli affiliati potrebbe arrivare nell’arco di circa quattro anni.
Il secondo pilastro è tecnologico.
McDonald’s punta a utilizzare sempre più estesamente l’intelligenza artificiale nei drive-thru, uno dei canali più importanti per il gruppo soprattutto sul mercato nordamericano.
Il 24 settembre l’azienda ha presentato i risultati del sistema Archy, una tecnologia capace di gestire attraverso l’IA le ordinazioni effettuate in inglese e spagnolo.
Secondo i dati comunicati dalla società, il sistema raggiungerebbe un livello di accuratezza vicino al 90%.
Archy opera insieme alla piattaforma ArchIQ, sviluppata con il contributo tecnologico di Google, e rappresenta un tassello di una strategia più ampia di digitalizzazione dei ristoranti.
L’impatto dell’automazione potrebbe essere significativo anche sull’organizzazione del lavoro.
Secondo le stime riportate da CBS, l’utilizzo delle nuove tecnologie potrebbe consentire di risparmiare almeno 50 ore di lavoro alla settimana per singolo ristorante.
Non significa necessariamente l’eliminazione automatica dello stesso numero di ore occupazionali: l’azienda può utilizzare la maggiore efficienza per redistribuire il personale verso preparazione degli alimenti, servizio al cliente e gestione dei momenti di maggiore affluenza.
Ma il dato evidenzia quanto l’IA possa modificare il modello operativo della ristorazione veloce.
Per McDonald’s la sfida sarà quindi utilizzare l’automazione per aumentare produttività e velocità senza peggiorare l’esperienza dei clienti e senza creare difficoltà nella gestione del personale.
“Next” non riguarda soltanto software e ordinazioni vocali.
Una parte degli 8,5 miliardi sarà utilizzata per riprogettare e modernizzare le cucine, adattandole a menu più articolati e a un sistema nel quale gli ordini arrivano contemporaneamente dal banco tradizionale, dalle applicazioni digitali, dai servizi di consegna e dai drive-thru.
Il ristorante McDonald’s del futuro sarà quindi sempre più un centro di produzione multicanale.
L’obiettivo è ridurre i tempi di preparazione e aumentare il numero di ordinazioni che ciascun locale può gestire nelle ore di punta.
Accanto alla rivoluzione tecnologica c’è poi una battaglia molto più tradizionale: quella per conquistare nuovi consumatori.
McDonald’s vuole aumentare di 1,5 punti percentuali entro il 2030 la propria quota del mercato globale del pollo.
Il gruppo ha già sperimentato nuove proposte in circa 10mila ristoranti asiatici e intende ampliare ulteriormente i test.
Nel 2027 è prevista l’introduzione sperimentale del pollo panato a mano in Irlanda e in ulteriori mercati degli Stati Uniti.
La scelta risponde alla crescita della domanda di prodotti a base di pollo e all’interesse dei consumatori per alimenti con un maggiore contenuto proteico.
Negli Stati Uniti, secondo le valutazioni alla base della strategia, il mercato potenziale comprende circa 60 milioni di consumatori particolarmente attenti all’apporto di proteine.
Il piano “Next” mostra quindi come la competizione nel fast food stia cambiando.
Il prezzo del panino e la posizione dei ristoranti rimangono importanti, ma non sono più sufficienti. La partita si gioca sempre più sulla capacità di utilizzare dati, applicazioni, automazione e intelligenza artificiale per servire più rapidamente milioni di clienti.
Per McDonald’s l’investimento da 8,5 miliardi rappresenta anche una scommessa sulla tenuta del proprio modello di franchising.
La società dovrà convincere migliaia di affiliati a investire somme significative nella trasformazione dei locali, dimostrando che i maggiori costi iniziali potranno essere compensati dall’aumento della produttività e dei margini.
Se le previsioni aziendali saranno rispettate, il McDonald’s del prossimo decennio sarà molto diverso da quello tradizionale: più automatizzato, più digitale, con cucine progettate intorno agli ordini multicanale e con un’intelligenza artificiale sempre più presente nel rapporto con il cliente.
Una trasformazione industriale che rende il piano “Next” qualcosa di più di un semplice restyling dei ristoranti: è la scommessa di McDonald’s su come cambierà la ristorazione globale nell’era dell’IA.