Usura ed estorsioni, Confedercontribuenti Italia Imprese: «Le vittime non possono essere lasciate sole. Aiuti entro tre mesi e un tutor dedicato»
Diminuiscono le denunce mentre cresce la paura. Confedercontribuenti chiede indagini più rapide, sostegno economico immediato e una nuova strategia nazionale contro usura ed estorsioni
Usura ed estorsioni continuano a rappresentare una grave minaccia per famiglie, commercianti, artigiani e piccoli imprenditori. Un fenomeno spesso sommerso, nel quale la diminuzione delle denunce non può essere automaticamente interpretata come una diminuzione dei reati.
Confedercontribuenti Italia Imprese – Diritti Legalità lancia l’allarme e chiede un cambio di passo nelle politiche di prevenzione, assistenza e contrasto.
La paura, l’isolamento economico e sociale e la sfiducia nella capacità di ottenere rapidamente protezione possono spingere le vittime a tacere. Ed è proprio il silenzio il principale alleato degli usurai e degli estorsori.
«La diminuzione delle denunce deve preoccupare»
Per Confedercontribuenti occorre interrogarsi seriamente sulle ragioni per cui tante vittime rinunciano a rivolgersi alle istituzioni.
Il sistema delle associazioni antiracket e antiusura deve essere rafforzato, verificato nella sua effettiva capacità di assistere le persone e reso realmente presente sui territori. Non è accettabile che chi denuncia finisca per trovarsi solo ad affrontare conseguenze economiche, giudiziarie e personali enormi.
In prima linea restano Forze dell’Ordine e Magistratura, alle quali va riconosciuto un ruolo fondamentale. Ma alla repressione deve affiancarsi una macchina pubblica molto più veloce.
Quando un imprenditore denuncia un usuraio, infatti, il tempo diventa decisivo: un’indagine che si prolunga eccessivamente e un sostegno economico che arriva troppo tardi possono significare la chiusura dell’impresa, la perdita dei posti di lavoro e il crollo definitivo della vittima.
Le proposte di Confedercontribuenti
Confedercontribuenti Italia Imprese propone innanzitutto che gli interventi economici destinati alle vittime di usura ed estorsione vengano istruiti ed erogati, quando ne ricorrano i requisiti, entro un termine massimo di tre mesi.
Serve inoltre l’istituzione di un tutor dedicato alla vittima, capace di accompagnarla dal momento della denuncia fino al ritorno alla normalità economica.
Una figura che faccia da raccordo tra amministrazioni, Prefetture, fondi di solidarietà, sistema bancario, professionisti e autorità competenti, evitando che la persona che ha avuto il coraggio di denunciare venga abbandonata in un labirinto burocratico.
Confedercontribuenti chiede inoltre indagini più rapide e strutture giudiziarie dotate di personale e strumenti adeguati, nel pieno rispetto delle garanzie processuali. La velocità della risposta dello Stato è parte essenziale della protezione della vittima.
Denunciare deve convenire, non trasformarsi in una condanna
La battaglia contro usura ed estorsioni non può essere affidata esclusivamente al coraggio individuale.
Lo Stato deve dimostrare concretamente che chi denuncia viene protetto, accompagnato e aiutato a ricostruire la propria attività e la propria vita.
Occorre anche intervenire prima che l’usura trovi terreno fertile: accesso al credito per imprese in temporanea difficoltà, prevenzione del sovraindebitamento, strumenti di garanzia realmente accessibili e presidi territoriali capaci di intercettare tempestivamente le situazioni a rischio.
«Ogni vittima che resta sola rappresenta una sconfitta dello Stato. Dobbiamo costruire un sistema nel quale denunciare significhi trovare immediatamente le istituzioni al proprio fianco. Gli usurai e gli estorsori prosperano nella paura e nell’isolamento: dobbiamo spezzare entrambi», è la posizione di Confedercontribuenti Italia Imprese.
Confedercontribuenti Italia Imprese – Diritti Legalità
Email: info@confedercontribuenti.it
Telefono: +39 06 98356829
Denunciare è il primo passo. Proteggere chi denuncia è un dovere delle istituzioni.