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Addio a Liliana Pizzo: il ricordo dell’avvocato Strano

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Di Vittorio Sangiorgi (Direttore del Quotidiano dei Contribuenti)


 

Si è spenta a 85 anni Liliana Pizzo, pioniera della pallavolo, icona di questo sport e punto di riferimento per l’intero movimento. La redazione del Quotidiano dei Contribuenti ha voluto omaggiare la signora Pizzo con il ricordo dell’avvocato Francesco Strano che, al suo fianco, ha vissuto momenti memorabili nella storia del volley catanese.

“È stata la figura più importante della pallavolo femminile, non solo catanese ma italiana, per parecchi anni. È stata artefice di un nuovo modo di allenare, di costruire la squadra, facendo crescere le ragazze insieme nel corso del tempo. Tutto ciò tra mille difficoltà, in un’era in cui non c’erano gli impianti e ci si allenava in un cortile, con un semplice pezzo di spago a fare da rete. Ha puntato molto sulla tecnica personale e sull’inventiva delle atlete. Questo ha permesso di ovviare alla carenze di carattere fisiche con le avversarie di squadre settentrionali. Poi, quando ha allenato al Nord, ha aggiunto alla fisicità delle giocatrici la tecnica e la tattica”.

“I miei ricordi? Quando si partiva in trasferta con l’Alidea c’erano ovunque dei bagni di folla. La gente veniva per vederla, per salutarla, per parlare con lei. Un altro ricordo particolare è legato alla sorella del grande pallavolista napoletano Gianni Errichiello, che un anno venne a giocare con noi. In una lettera alla madre raccontava il suo stupore e il suo entusiasmo per essere allenata dalla signora Pizzo. Prima che l’esperienza dell’Alidea terminasse nella stagione dell’infausto trasferimento a Messina, demmo vita alla Salice Acireale, realtà composta dalle giovanili dell’Alidea, guidata sempre da Liliana Pizzo. Raggiungemmo l’A2 e tornammo a Catania, facendo nascere la Pallavolo Sicilia”.

Dopo questo sentito ricordo affrontiamo, con l’avvocato Strano, il sempre scottante tema della progettualità sportiva nel contesto locale:

Le difficoltà del fare sport in Sicilia e a Catania? Sono state sempre di natura economica, mancano imprenditori che abbiano voglia di investire sponsorizzando l’attività. Inoltre, ma questo non è un problema solo catanese, credo che i giovani di oggi non abbiano più voglia di fare sacrifici. Certo, ci sono realtà importanti nella pallavolo, nella ginnastica, nella scherma. Però, tutti questi sport, hanno bisogno di punti di riferimento, di figure e squadre che facciano da traino. Qualche tempo fa li avevamo, penso a Reale, Pittera, Abramo. Figure che hanno rappresentato un modello, un’aspirazione, un sogno. Costruire una squadra, sia in campo maschile che femminile, senza atleti locali, si può rivelare un grosso errore. Oggi la voglia di emulazione la vediamo nella scherma, basti pensare a Paolo Pizzo (nipote di Liliana, bicampione del mondo) o a Rossella Fiamingo, nella ginnastica con Carlotta Ferlito o nella pallanuoto con l’Orizzonte Catania. La questione degli impianti, in una determinata fase storica e grazie anche alle Universiadi, non ha rappresentato un grande problema… Evidentemente le difficoltà sono altre”.

 

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