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"Il nonno di Eitan è stato condannato per maltrattamenti". L'accusa della zia in Italia

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AGI – “Eitan è cittadino italiano, è arrivato in Italia a un anno, la sua casa è a Pavia dove è cresciuto. Tutto il suo percorso di vita è stato a Pavia“. A dirlo è Aya Biran-Nirko, la zia paterna di Eitan, nominata tutrice legale dopo che sabato il bambino è stato portato dal nonno materno in Israele con un volo privato e la procura ha aperto un fascicolo per sequestro di persona. “Lo aspettiamo a casa e siamo molto preoccupati per la sua salute”, dice Aya davanti alla sua abitazione alla presenza dei cronisti.

“Con questa mossa unilaterale e gravissima della famiglia Peleg, vedo come mio dovere sottolineare alle autorità israeliane quanto è già conosciuto al sistema giuridico italiano” ha aggiunto la donna “Shmuel Peleg è stato condannato per maltrattamenti nei confronti della ex moglie, la nonna materna. Chiedo anche alle autorità israeliana di guardare in profondità nelle cartelle cliniche pubbliche e non private per scoprire la verità sullo stato di salute mentale e fisico della zia materna, di guardare le pregresse gravi condanne nei confronti del marito attuale della nonna materna. Con questi presupposti è impossibile che l’autorità israeliana possa prendere in considerazione le richieste di adozione o affidamento avanzate dalla famiglia materna. Sono sicura e piena di speranza che le autorità israeliane collaboreranno con quelle italiane per garantire il ritorno di Eitan a casa”.

La donna dice di non aver parlato “per tutti questi mesi per il benessere psicologico di Eitan, presente e futuro, subendo in silenzio la diffamazione della mia persona”. 

“Non sono una donna sconosciuta a Eitan, nonostante le false informazioni diffuse dalla famiglia materna, non sono sconosciuti a Eitan mio marito, le mie figlie e i miei genitori che si sono trasferiti in Italia per stare vicino a noi. Io e mio fratello abbiamo vissuto per anni a 50 metri uno dall’altro. I tre cugini sono cresciuti da sempre insieme”, ha sottolineato Aya Biran-Nirko.

Il giallo del passaporto di Eitan

Il passaporto di Eitan avrebbe dovuto essere riconsegnato dal nonno materno il 30 agosto, ha aggiunto la zia paterna e tutrice legale del bambino. Il giudice, ha ricordato la donna, ha ordinato “alla famiglia Peleg di consegnare a me entro il 30 agosto 2021 il suo passaporto israeliano, che era in possesso per motivi non chiari, del nonno materno, Shmuel Peleg. L’ordine della giudice, le mie richieste e le richieste ai legali della famiglia Peleg sono stati ignorati”.

L’udienza di discussione sul reclamo per la nomina della zia paterna come tutrice di Eitan si svolgerà il 22 ottobre nel Tribunale per i Minorenni di Milano, ha detto l’avvocato civilista, Sara Carsaniga, che assiste la famiglia materna del piccolo sopravvissuto alla tragedia della funivia del Mottarone

Dopo la tragedia del Mottarone “Eitan è stato preso in carico da un’equipe per la terapia, adesso è seguito da un fisiatra e da uno psicoterapeuta. Questi trattamenti devono essere garantiti in modo regolare. Questa settimana Eitan ha due visite di controllo in ospedale a Pavia e a Torino”, ha concluso la donna.

Il ritorno a scuola che non ci sarà

“Eitan è stato iscritto alla scuola dai suoi genitori, a gennaio 2020, nello stesso istituto in cui ha frequentato l’ultimo anno della scuola materna. La maggior parte della sua sezione della prima è composta dai suoi compagni della scuola materna. Pavia è la sua città di vita” ha aggiunto Aya, “Le sue cugine che lo aspettavano per cena e per condividere con lui la giornata sono preoccupate, non capiscono perché Eitan non sia tornato a casa”. Etra pronto “per iniziare l’anno scolastico domani, lunedì 13. Nell’ultima settimana ha avuto già il suo primo giorno alla prima elementare, insieme alla cugina, proprio nella stessa sezione”.

“Quella che è avvenuta è una nuova tragedia per Eitan” conclude la zia del bambino

Source: agi


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