Type to search

Estate mitologica. PROMETEO di Gianni De Iuliis

Share

(Parte prima)

I Titani sono, nella mitologia e nella religione greca, gli dèi più antichi, nati prima degli olimpi e generati da Urano (Cielo) e Gea (Terra). Sono considerati come le forze primordiali del cosmo, che imperversavano sul mondo prima dell’intervento regolatore e ordinatore degli dèi olimpici.

La Titanomachia è il nome della lotta tra i Titani residenti sul monte Otri e gli dèi dell’Olimpo guidati da Zeus, che alla fine vincerà la battaglia segregando i Titani nel Tartaro, un luogo ai confini della terra e contemporaneamente al di sotto della terra (a lungo si è discusso della descrizione di Esiodo, che nella sua Teogonia fu il primo a parlare di Tartaro, delineandone confusamente una visione verticale e allo stesso tempo verticale, senza giungere a una soluzione). In seguito, il Tartaro fu assimilato all’Inferno cristiano. Virgilio stesso nell’Eneide divide gli inferi fra Tartaro e Campi Elisi.

Prometeo era uno dei tanti titani che però si schierò con Zeus nella lotta contro il padre Crono. Divenuto signore dell’universo, il re degli dèi permise a Prometeo di accedere all’Olimpo. Etimologicamente il termine Prometeo deriva dal greco antico: Προμηθεύς [Promethéus], cioè «colui che riflette prima». Uno dei suoi tre fratelli (Epimeteo) è invece è «colui che riflette dopo». Questo è dovuto al fatto che Prometeo, a differenza di suo fratello, è astuto e intelligente.

Zeus chiese a Prometeo di forgiare l’uomo. Il titano lo modellò dal fango e lo animò con il fuoco.

In seguito, Prometeo dimostrò a più riprese di essere molto legato al genere umano. Quando ricevette da Atena e dagli altri dèi un numero limitato di “buone qualità” da attribuire agli esseri viventi, affidò tale compito al fratello Epimeteo, che lo eseguì senza raziocinio e pianificazione. Prometeo rimediò subito rubando ad Atena uno scrigno in cui erano riposte l’intelligenza e la memoria, che donò agli umani.