Succederà a Giovanni Amoroso il 14 novembre. Resterà alla guida della Corte costituzionale fino all’8 marzo 2027.
Francesco Viganò sarà il prossimo presidente della Corte costituzionale. I giudici della Consulta, riuniti in camera di consiglio a Roma il 28 ottobre, lo hanno eletto all’unanimità.
Già vicepresidente dal gennaio 2025, Viganò assumerà l’incarico il 14 novembre, al termine del mandato dell’attuale presidente Giovanni Amoroso. Il primo incontro con la stampa è previsto per la mattina di lunedì 16 novembre.
La sua presidenza terminerà l’8 marzo 2027, quando scadrà il mandato di giudice costituzionale, iniziato nel marzo 2018 con la nomina da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Il commento: l’autonomia della Corte è una garanzia per tutti
L’unanimità accompagna un passaggio istituzionale che richiama il valore della collegialità. Anche una presidenza breve può contribuire ad assicurare continuità e autorevolezza al lavoro della Consulta.
Il punto essenziale resta il rispetto della sua indipendenza. Le decisioni della Corte non possono essere giudicate soltanto in base alla convenienza politica del momento: la tutela della Costituzione impone limiti a ogni maggioranza e garantisce i diritti di tutti.
Alla politica spetta discutere e approvare le leggi, assumendosene la responsabilità. Alla Consulta compete verificarne la conformità costituzionale. Rispettare questa distinzione significa rafforzare la democrazia e la credibilità delle istituzioni.