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Come agire quando incontriamo un cane, secondo l'Oipa

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AGI – “Il pastore maremmano è un cane che si affeziona molto alla famiglia e al gregge ma è anche molto protettivo e se percepisce una situazione non solo di pericolo ma anche solo inconsueta, c’è il rischio che reagisca”. Lo dice all’AGI Claudia Taccani, responsabile sportello legale di Oipa a proposito della vicenda della ragazza sbranata da un branco di pastori maremmani in Calabria.

“E’ un cane che è nato per un’attività lavorativa, sta con il gregge. Sin da piccolo sviluppa un’affettività con i fratelli adottivi ed ecco perchè sin da subito viene tenuto con le pecore”. Ma proprio per il suo istinto di difesa “va conosciuto”.  

In generale, spiega Taccani, quando ci troviamo di fronte a un cane che non conosciamo, che vaga solitario, “l’atteggiamento migliore è quello di mantenere la distanza, non guardarlo, non toccarlo non avvicinarsi. Anzi, è meglio allontanarsi. Soprattutto se abbiamo di fronte una mamma con i cuccioli”. Perchè un conto, precisa Taccani, “sono i cani liberi di quartiere, noti e accuditi, con cui si instaura un rapporto, e un conto è un cane sconosciuto”. Non è raro, infatti, che “alcune nostre posture, anche tenute in buona fede, possano essere comprese male dal cane”.

Quanto al randagismo, “nell’ultimo rapporto pubblicato dal ministero della Salute mancano proprio i dati della Calabria e della Sicilia. Le due regioni non li hanno mai comunicati”, osserva Taccani. Il fenomeno “andrebbe sconfitto a monte con sterilizzazioni a tappeto e con proprietari che non abbandonano l’animale, ma visto che purtroppo nei canili ci sono ancora molti cani, l’adozione è un buono strumento”.

Per l’esperta, “vanno bene le famose adozioni dall’estero o dal Sud ma devono essere ben programmate, non si sceglie il cane in base alla foto su Facebook. è importante conoscere il tipo di cane, le sue caratteristiche, la sua indole. Ecco perchè è fondamentale affidarsi a volontari seri. 

Source: agi


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