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Assange: Noury (Amnesty), giornata positiva ma preoccupa salute

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“Abbiamo pensato che questa fosse una questione di diritti umani e che, se analizzata dai giudici secondo una logica giuridica, si sarebbe risolta presto e bene. Oggi è una giornata positiva, ma segna un altro episodio nella lunga serie di alti e bassi lungo la gerarchia delle corti britanniche. È probabile che Assange resterà privato della sua libertà ancora per altro tempo, con condizioni di salute che, invece di migliorare, rischiano di peggiorare”. Lo ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, alla conferenza su Julian Assange presso la sede della FNSI, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
“Quindi, sebbene il sollievo per il fatto che l’aereo pronto a partire oggi per gli Usa sia rimasto vuoto è motivo di ottimismo, rimangono forti preoccupazioni per la salute di Assange – ha aggiunto Noury – questo dovrebbe portare a un solo risultato: che questa serie infinita di passaggi lungo le corti britanniche si interrompa una volta per tutte, con passi chiari da parte del governo degli Stati Uniti. Speriamo che ciò avvenga con l’attuale governo e non con il prossimo, ossia il ritiro delle accuse, l’annullamento della richiesta di estradizione e la conseguente scarcerazione immediata di Assange. Ricordiamo che Assange non ha alcun carico giudiziario pendente con la magistratura del Regno Unito, quindi sarebbe finalmente un uomo libero. Abbiamo sempre detto che, se Assange venisse estradato, il giornalismo d’inchiesta, come lo conosciamo, subirebbe una fine drammatica”. “Anche se Assange non è stato ancora estradato, osservando l’intera durata della sua persecuzione giudiziaria e politica, vediamo già l’effetto intimidatorio che ha avuto il semplice fatto di aver avviato questo procedimento e presentato la richiesta di estradizione – ha concluso il portavoce di Amnesty International Italia – gli Stati Uniti hanno fatto della vicenda di Assange un esempio emblematico di persecuzione nei confronti di chi ha rivelato le loro malefatte. Diciamo no alle accuse, no all’estradizione e sì alla scarcerazione”. (AGI)
TPA