Dai territori — Catania. Un immobile confiscato alla mafia diventa centro educativo e di aggregazione. La sfida è trasformare il recupero dell’edificio in un servizio continuativo per la comunità
Un luogo sottratto alla criminalità organizzata torna a disposizione dei cittadini. A Vaccarizzo, nella zona meridionale di Catania, è stato inaugurato il 15 ottobre “Spazio Lab 2.0”, un centro educativo e di aggregazione sociale realizzato in un bene confiscato alla mafia, in via Scirocco 5. L’apertura è stata annunciata dal Comune di Catania.
L’intervento unisce recupero del patrimonio e servizi per le nuove generazioni. Il valore dell’iniziativa si misurerà ora nella capacità di offrire occasioni di incontro, sostegno e partecipazione alle famiglie del territorio.
Laboratori e sostegno allo studio
Secondo i dettagli pubblicati da FreePressOnline, la riqualificazione è stata finanziata con 282.600 euro del PNRR, nell’ambito della Missione 5, dedicata a inclusione e coesione. Il progetto prevede sostegno scolastico, teatro, musica, sport, laboratori artistici ed educazione alla legalità e all’ambiente.
La gestione è affidata a un’associazione temporanea di scopo guidata dalla cooperativa sociale Controvento, insieme ad altre realtà del Terzo settore. Nei mesi estivi sono previste anche attività di colonia marina sociale.
Il collegamento con la scuola
Tra gli elementi del progetto figura la condivisione di alcuni locali con l’istituto comprensivo Rita Atria. Il rapporto con la comunità scolastica può favorire la partecipazione dei ragazzi e aiutare a collegare le attività del centro ai bisogni educativi delle famiglie.
La collaborazione tra educatori, insegnanti e associazioni sarà importante per costruire percorsi riconoscibili e continuativi. Per contrastare l’isolamento e la povertà educativa servono infatti relazioni stabili, oltre alla disponibilità di nuovi spazi.
Dall’inaugurazione alla gestione quotidiana
Il recupero dell’immobile costituisce un primo risultato. La fase successiva richiede un calendario accessibile, informazioni chiare sulle modalità di partecipazione e risorse adeguate per sostenere le attività.
Sarà utile rendere pubblici, nel tempo, il numero dei partecipanti, i laboratori effettivamente svolti e le collaborazioni avviate. Sono elementi che consentono ai cittadini di conoscere il servizio e alle istituzioni di valutarne l’utilità.
Un bene confiscato diventa presidio di comunità
Il riutilizzo sociale acquista forza quando produce benefici visibili. Un ragazzo che trova sostegno nello studio, una famiglia che incontra un servizio educativo, un’associazione che organizza un laboratorio rendono concreta la restituzione del bene alla collettività.
A Vaccarizzo si apre questa possibilità. La responsabilità condivisa di Comune, gestori e comunità sarà dare continuità al progetto, affinché “Spazio Lab 2.0” diventi un luogo frequentato e riconosciuto nella vita quotidiana del territorio.