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SUPERBONUS E VARIAZIONI CATASTALI

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La Legge di Bilancio 2024 ha introdotto nuove disposizioni riguardanti il Superbonus, nello specifico le dichiarazioni di variazione catastale in seguito agli interventi edilizi ammessi dall’agevolazione. Questa nuova normativa ha un impatto sulle pratiche immobiliari e sulle contestuali responsabilità dei proprietari.
La riforma inserita mira a incrementare la trasparenza e la correttezza nella gestione delle variazioni immobiliari. L’obiettivo principale è garantire che tutte le modifiche apportate agli immobili, in linea con le agevolazioni del Superbonus, siano adeguatamente documentate e dichiarate all’Agenzia delle Entrate, delineando un quadro più rigoroso per la gestione delle variazioni catastali in relazione agli interventi edilizi beneficiati dal Superbonus.
Inoltre, questa novità normativa, mette in evidenza la necessità un bisogno crescente di monitoraggio e controllo nel settore immobiliare al fine di ridurre le eventuali irregolarità.
Superbonus e variazioni catastali, cosa cambia con la nuova normativa
Le variazioni catastali non sono sempre obbligatorie a seguito di interventi di efficientamento energetico o riduzione del rischio sismico. Tuttavia, diventano necessarie quando tali interventi influenzano elementi cruciali dell’immobile quali la classe, la consistenza o la rendita. Questi cambiamenti possono avere un impatto diretto non solo sul valore di mercato degli immobili ma anche sulla loro capacità di generare reddito, influenzando di conseguenza la rendita catastale registrata.
Secondo la nuova normativa, l’Agenzia delle Entrate è incaricata di verificare la presentazione delle dichiarazioni di variazione catastale. Queste verifiche si basano su liste selettive elaborate tramite tecnologie avanzate, garantendo così un’analisi accurata e tempestiva delle informazioni. In caso di mancata presentazione delle dichiarazioni richieste, l’Agenzia può inviare comunicazioni specifiche ai contribuenti, stimolando così una maggiore conformità alle normative.
Quando scatta l’obbligo della comunicazione
Secondo un principio generale si ha l’obbligo di effettuare una dichiarazione di variazione in catasto quando vengono effettuati interventi edilizi di costruzione, ristrutturazione, ampliamento, frazionamento, oppure effettuate annessioni, cessioni o acquisizioni di dipendenze esclusive o comuni, cambio di destinazione d’uso, eccetera, che incidano sullo stato, la consistenza e attribuzione della categoria e classe dell’unità immobiliare.
Quindi, costituisce causa di variazione catastale ogni incoerenza che rappresenta fattispecie per la quale è obbligatoria la presentazione di un atto di aggiornamento catastale, ai sensi dell’art. 17 del R.D.L 13/04/1939, n. 652.
L’obbligo di dichiarazione si configura in diverse situazioni, come:
Interventi che modificano significativamente la distribuzione degli spazi interni o l’utilizzo di spazi esterni.
Modifiche alla destinazione d’uso di specifici ambienti.
Interventi che impattano sulla consistenza o sulla classe dell’unità immobiliare.
Modifiche che influenzano la rendita catastale, come l’installazione di impianti fotovoltaici.
In cosa consistono i controlli dell’Agenzia delle Entrate
L’attività di controllo messa in atto dall’Agenzia delle Entrate si concretizzerà nell’identificare i soggetti che hanno beneficiato delle detrazioni del Superbonus e di verificare la coerenza tra gli interventi effettuati e le risultanze catastali. Ovviamente tutto dipende dalla natura dei lavori eseguiti e dalla loro incidenza sulla rendita catastale dell’immobile. Le lettere di compliance inviate dall’Agenzia hanno lo scopo di assicurare che lo stato degli immobili rifletta correttamente le variazioni catastali dovute agli interventi effettuati. Ciò implica che i proprietari degli immobili dovranno dimostrare la coerenza tra i lavori realizzati e le modifiche apportate nella documentazione catastale.
Ricordiamo che non tutte le variazioni sono considerate significative ai fini catastali. Infatti, determinate modifiche minori che non influenzano la consistenza o la destinazione d’uso degli ambienti, non daranno seguito ad alcune variazioni di elementi non rilevanti per la determinazione della rendita stessa.

Fonte: https://www.immobiliare.it/