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Sul super green pass i social restano divisi e la tensione è ancora alta

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AGI – Nuove misure, più severe, per chi non si vaccina: dal prossimo 6 dicembre al 15 gennaio 2022 entra in vigore il pass rafforzato, detto anche super green pass, assegnato unicamente ai vaccinati e alle persone che hanno contratto il Covid-19 e sono guarite. Per tutti gli altri, scattano ulteriori restrizioni.

Il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità il decreto che introduce il nuovo super green pass, che sarà richiesto ovunque, anche nelle zone bianche, necessario per entrare in bar e ristoranti al chiuso, spettacoli, eventi sportivi e discoteche, ma per ottenerlo non saranno sufficienti i tamponi negativi. Un provvedimento che vede le regioni favorevoli e compatte.

Il green pass base – quello attualmente in vigore che si ottiene anche con tamponi fatti in farmacia – resta valido per accedere ai luoghi di lavoro ma diventerà obbligatorio per salire sui mezzi pubblici locali, come bus e tram, e sui treni regionali, alberghi e spogliatoi per l’attività sportiva. Il nuovo decreto oltre a introdurre limitazioni che impediranno ai non vaccinati di frequentare alcuni luoghi pubblici, prevede l’obbligo vaccinale per alcune categorie professionali: amministrativi del servizio sanitario nazionale, insegnanti e personale della scuola, del soccorso pubblico, forze di polizia, compresa la polizia penitenziaria, e militari.

Con gli algoritmi di intelligenza artificiale di Kpi6* abbiano analizzato le conversazioni collegate al nuovo certificato, come si sono sviluppate e quali sono le personalità più attive e menzionate sul web, nelle quali si identificano le persone che dissentono dall’adozione del super green pass, compresi molti “no vax”.

…Sulla base dei DATI la gestione del covid dovrebbe prevedere:

Campagna vaccinale mirata a anziani e fragili
Campagna vaccinale a settembre come per influenzale
Vaccino sconsigliato a minorenni
Nessun green pass perchè se il vaccino non limita il contagio è inutile

— Claudio Borghi A. (@borghi_claudio)
November 15, 2021

Il super green pass è una notizia dentro la notizia, perché già di green pass, nelle scorse settimane, si era costantemente discusso in rete, senza mai osservare particolari flessioni nell’interesse. Le conversazioni tra favorevoli e contrari non si sono mai ridotte, eppure con l’approvazione del nuovo super green pass, nella versione più severa e restrittiva, registriamo un picco di interesse, esponenziale, una sorta di sfogo collettivo nel quale riversare tutta la contrarietà e i dubbi sul provvedimento, unitamente alle riflessioni sulla sua perfettibilità. Inoltre le simulazioni su quella che dal 6 dicembre sarà la giornata tipo di una persona non vaccinata, hanno provocato ulteriori polemiche, a conferma di quanto il clima sia tesissimo, in questo momento.

La giornalista che state insultando vi ha solo raccontato la realtà. Quella che vi ostinate a negare. Per fortuna siete sempre di meno. Nessuna #VergognaTg1 anzi solidarietà a @GiorgiaCardin e a tutta la redazione per gli orribili attacchi che stanno subendo in queste ore. pic.twitter.com/JbKng8duVz

— Giovanni Toti (@GiovanniToti)
November 25, 2021

Analizzando le frasi e le parole più utilizzate su Twitter associate ad alcuni intellettuali, professori e filosofi emergono affermazioni molto forti, che rappresentano la percezione di una parte dell’audience: “O vaccino o morte”, oltre a “Senza libertà” e “palese incostituzionale”, confermando un trend evidente già da qualche settimana: del coronavirus, contagi, terapie intensive e di tutti gli aspetti sanitari inerenti la pandemia, si parla molto meno rispetto a qualche mese fa; la discussione si concentra prevalentemente sulla libertà personale, l’inquadramento costituzionale e giuridico dello stato di emergenza, e dell’assenza di compromessi possibili.

Il vaccino non funziona, ti fanno la terza dose e forse lo rendono obbligatorio. Il green pass non funziona e ti fanno il green pass rinforzato. Possibile che nessuno rifletta sugli errori che sono stati fatti e si punti alla costruzione del capro espiatorio del “non vaccinato”?

— Paolo Becchi (@pbecchi)
November 21, 2021

pic.twitter.com/bFKbjIwtzl

— Diego Fusaro (@DiegoFusaro)
November 26, 2021

Gli intellettuali “no pass” hanno posizioni differenti, ma sono diventati punti di riferimento, probabilmente in alcuni casi involontariamente, per molti aderenti ai movimenti “no vax” e “no pass”, sul web.

Per Massimo Cacciari, il più menzionato nonostante non sia attivo sui social media, l’opposizione al green pass è una questione di principio, perché minaccerebbe la democrazia stessa. La sua preoccupazione riguarda la presunta irresponsabilità della politica che si affida tecnocraticamente alla sola Scienza, senza curarsi dei dubbi dei cittadini, vittime di asimmetrie informative.

Anche lo storico Alessandro Barbero, molto meno citato del professor Cacciari, si è dichiarato contrario al green pass perché si tratterebbe di una mancanza di coraggio per stabilire l’obbligatorietà della vaccinazione e nel prendersi la responsabilità di eventuali effetti avversi. Barbero, tuttavia, ha precisato di essere favorevole all’obbligo vaccinale, a differenza di Paolo Becchi sembra contrario all’intera impostazione del Governo per la gestione della pandemia.

Analizzando le frasi e le parole più utilizzate su Twitter a loro associate emergono affermazioni molto forti, che rappresentano la percezione di una parte dell’audience: “O vaccino o morte”, oltre a “Senza libertà” e “palese incostituzionale”, confermando un trend evidente già da qualche settimana: del coronavirus, contagi, terapie intensive e di tutti gli aspetti sanitari inerenti la pandemia, si parla molto meno rispetto a qualche mese fa; oggi la discussione si concentra prevalentemente sulla libertà personale, l’inquadramento costituzionale e giuridico dello stato di emergenza, e sull’assenza di compromessi possibili.

Allargando il focus all’analisi delle emozioni ricavabile dalle conversazioni l’audience è profondamente divisa, i “no vax” identificano con il Governo scelte a loro giudizio liberticide, mentre i favorevoli alla vaccinazione e al certificato vaccinale reputano i provvedimenti dell’esecutivo giuste per contenere la diffusione della malattia, il giusto compromesso tra diritti e doveri. Rabbia e disappunto sono le emozioni prevalenti, un reciproco scambio di disapprovazione e ostilità tra i due schieramenti nei quali si identificano le audience analizzate.

* Analisti: Gaetano Masi, Marco Mazza, Giuseppe Lo Forte, Pietro La Torre; Design: Cristina, Addonizio; Giornalista, content editor: Massimo Fellini

Source: agi


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