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L’usura (fatta dalle banche) vista con gli occhi dei partigiani del nuovo potere.

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di Carmelo Finocchiaro – Presidente Nazionale Confedercontribuenti

In queste ore, dopo la notizia dell’indagine che coinvolge tanti manager ed ex manager bancari per usura (commessa nell’esercizio dell’attività bancaria) e che vede coinvolto il Ministro agli Affari Europei, Paolo Savona,  il popolo di fans del nuovo potere insorge e si ribella.

I fans definiscono tale atto un attentato di lesa maestà da parte della magistratura, al nuovo voluto dagli italiani. Nei post sui social emerge l’anima di chi, accecato dalla ormai coltre di nebbia, che determina una sola visione della verità, solo quando si parla dei nemici, non coglie, dopo anni di battaglie contro il sistema bancario, che qualsiasi inchiesta che coinvolge il sistema bancario è salutare per spezzare le catene di un potere finanziario rapace e vessatorio. Certo ci sarà il processo a provare le reali colpevolezze di ogni potenziale indagato, ma noi partiamo dal principio che anche gli uomini del nuovo potere possano, al pari di quello vecchio, essere coinvolti in possibili reati.

Certamente quel modo di ragionare porta solo a cercare di oscurare le possibili verità, a favore o contro l’imputato, solo per una scelta che sembra quasi un editto. La logica è quella del <<di noi non si parla, noi siamo la verità inconfutabile, i nostri non possono aver commesso malaffare>>. È una manovra del vecchio sistema. Contro di noi esistono solo congiure. Noi che invece crediamo che in uno Stato di diritto, le verità devono sempre emergere, crediamo che chiunque e fino alla fine dei processi non sia da condannare.  Oggi abbiamo solo da prendere atto che c’è una indagine e in questo caso vi è coinvolto un Ministro del nuovo potere. Si chiama Paolo Savona. E di questo bisogna prenderne atto senza emettere sentenze.

 

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