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Banche, denaro sporco e ricilaggio: 2 trilioni di dollari tra il 1999 ed il 2017

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Di Vittorio Sangiorgi (Direttore del Quotidiano dei Contribuenti)


Dalle più grandi banche del mondo, negli ultimi vent’anni, sono passati fiumi di denaro sporco, frutto di attività criminali ed illegali. É questa la tesi di fondo di un’importante inchiesta condotta dall’Icij (International Consortium of Investigative Journalists), un consorzio internazionali di giornalisti di 108 testate che hanno lavorato in 88 paesi. Lo scottante materiale è stato ottenuto e poi diffuso da BuzzFed, noto sito di notizie statunitense.

Il periodo preso in esame va dal 1999 al 2017, poco meno di un ventennio durante il quale risultano 2100 segnalazioni di attività sospette, che tirano in ballo l’enorme cifra di 2 trilioni di dollari. Numeri, questi, che si basano sulla scrupolosa analisi di oltre 17.600 documenti, i quali fanno ipotizzare che le banche siano al corrente della provenienza illegale del denaro spostato tra i conti. In virtù di queste risultanze, dunque, i giornalisti affermano che i grandi istituti bancari “hanno permesso ai criminali di riciclare denaro sporco”. Sotto la lente d’ingrandimento del Icij sono finite, in particolare, 5 grandi banche mondiali: JPMorgan Chase, HSBC, Standard Chartered, Deutsche Bank e Bank of New York Mellon. L’accusa è quella di aver permesso le operazioni  di presunti criminali, alcuni dei quali sono stati poi perseguiti, o addirittura condannati, per reati finanziari.

L’indagine, lo precisiamo, si basa sulle segnalazioni di attività sospetta fatte, proprio dalle banche, alla FinCen, la polizia finanziaria del dipartimento al tesoro degli Stati Uniti. Tali segnalazioni, tuttavia, non costituiscono la prova di crimini o attività illecite e, praticamente, non sono ostative all’esecuzione delle transazioni. La Deutsche Bank ha risposto evidenziando che “si tratta di rivelazioni ben note” e che ha recentemente stanziato “risorse significativi per potenziare i controlli”.

Tuttavia, come ha evidenziato BuzzFed presentando l’inchiesta giornalistica, si tratta di alcuni dei dati più gelosamente custoditi dalle banche che, pur essendo state condivise con i governi, non hanno mai raggiunto l’opinione pubblica. Dati che, è evidente, testimoniano la debolezza del sistema bancario e delle tutele da esso offerte. Una rete a maglie sempre più larghe, che permette e consente tacitamente le infiltrazioni della criminalità.

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