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L’autunno abita qui: viaggio nelle Foreste Casentinesi tra colori e silenzi

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Tra Toscana e Romagna, boschi, insediamenti monastici e piccoli paesi raccontano un Appennino da scoprire a passo lento

Ci sono viaggi che cominciano quando si smette di avere fretta. Nelle Foreste Casentinesi, l’autunno invita a camminare, osservare una chioma attraversata dalla luce e ascoltare il rumore delle foglie sotto gli scarponi. Tra Toscana e Romagna, il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna offre un paesaggio nel quale la stagione cambia colori, prospettive e ritmo delle giornate.

Il protagonista è il foliage, la trasformazione delle foglie prima della caduta. Faggi, aceri, frassini, olmi e tigli contribuiscono a un mosaico di gialli, rossi e arancioni, interrotto dal verde degli abeti. La varietà degli alberi rende particolarmente ricca la tavolozza del parco. Il momento della colorazione varia però secondo quota, temperature e condizioni meteorologiche: la natura segue un calendario tutto suo.

Una delle tappe più suggestive è Camaldoli, dove la storia della comunità monastica si intreccia da secoli con quella della foresta. Il monastero e il Sacro Eremo raccontano un rapporto tra spiritualità e cura del bosco che ha contribuito alla conservazione del paesaggio. La visita acquista così una profondità particolare: accanto alla bellezza degli alberi emerge la storia delle persone che li hanno custoditi.

Per avvicinarsi a questo ambiente, il Sentiero Natura di Camaldoli propone un percorso di lettura del bosco, dalle forme vegetali più piccole ai grandi alberi, tra i quali il castagno Miraglia. È un modo per trasformare una passeggiata in un esercizio di attenzione, imparando a riconoscere ciò che spesso attraversiamo senza vedere.

Anche nel 2026 il programma “Autunno Slow”, distribuito tra settembre e novembre, accompagna la scoperta del territorio con iniziative ed escursioni. Tra le proposte figurano appuntamenti lungo alcune tappe del Sentiero delle Foreste Sacre, che unisce l’esperienza del cammino alla dimensione culturale e spirituale di questi luoghi.

Per costruire un soggiorno conviene lasciare spazio agli imprevisti piacevoli: una sosta in paese, una conversazione, un pomeriggio dedicato soltanto a un tratto di foresta. Prima di partire, il riferimento per condizioni dei sentieri e informazioni sulle escursioni sono i centri visita e i punti informativi del parco.

Il ricordo da portare a casa potrebbe essere una fotografia. Oppure qualcosa di meno visibile: il tempo trascorso a guardare una foglia cadere, senza sentire il bisogno di andare subito altrove.