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GUERRA IN UCRAINA: TIMIDE E LABILI SPERANZE DI PACE

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Di Redazione

 

Dichiarazioni di circostanza tra le parti in causa, sulle quale la diplomazia dovrebbe far leva.

Da una parte il consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak ha affermato che “la guerra potrebbe finire prima che l’Ucraina liberi tutti i territori con mezzi militari”.

Il capo di stato maggior americano Mark Milley sottolinea come “è molto bassa la probabilità di liberazione militare di tutti i territori occupati dai russi, compresa la Crimea”.

Erdogan dalla Turchia fa sapere “occorre la necessità di rilanciare negoziati tra Mosca e Kiev”.

Putin in cui ha affermato che “il prolungamento della guerra in Ucraina comporta molti rischi”.

In ultime, ma non meno importanti delle altre dichiarazioni quelle di Papa Francesco “la pace in Ucraina è possibile. Però bisogna che tutti si impegnino per smilitarizzare i cuori. Dobbiamo essere tutti pacifisti. Volere la pace, non solo una tregua che magari serva solo per riarmarsi“, e conferma la disponibilità del Vaticano a “fare tutto il possibile per mediare e porre fine al conflitto in Ucraina“.

Dal Vaticano fanno trapelare che stanno cercando di sviluppare una rete di rapporti che favorisca un avvicinamento tra le parti, per trovare delle soluzioni.

Macron (quello dalla doppia morale che censura l’Italia e poi manganella i migranti al confine con Ventimiglia) ha lanciato intanto un appello ai Paesi dell’Asia Pacifica di unirsi al “consenso crescente contro la guerra in Ucraina”, sottolineando che “questo conflitto è anche un loro problema. La priorità numero uno della Francia, ha sottolineato al vertice Apec, è quella di contribuire alla pace in Ucraina e cercare di avere una dinamica mondiale per mettere pressione sulla Russia“.

Se oggi quindi si parla finalmente di pace, nonostante l’incalzare dei bombardamenti a tappeto dei russi, non bisogna farsi sfuggire quest’occasione per un immediato cessate il fuoco, che è la precondizione per qualsiasi trattato di pace.