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Guarda la distorsione dello spaziotempo nell’ultima straordinaria immagine del James Webb

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Il telescopio James Webb ha ripreso con straordinario dettaglio un ammasso di galassie in cui gli effetti di distorsione di lente gravitazionale sono evidenti.
Il vasto ammasso di galassie SDSS J1226+2152 nella costellazione della Chioma di Berenice sta distorcendo le immagini delle galassie distanti sullo sfondo in strisce e macchie di luce in questa immagine del telescopio spaziale James Webb della NASA/ESA/CSA. Questo è un esempio spettacolare di lente gravitazionale, un fenomeno che si verifica quando un oggetto celeste massiccio come un ammasso di galassie deforma lo spaziotempo e fa sì che il percorso della luce proveniente dalle galassie più distanti venga deviato, quasi come se una lente monumentale lo stesse reindirizzando.
Ammasso di galassie ripreso dal James Webb Telescope. La maggior parte delle galassie visibili sono di forma ovale e lisce. Alcuni hanno bracci a spirale in vari orientamenti. La galassia più grande si trova direttamente al centro, e vicino ad essa ci sono diverse immagini di galassie sullo sfondo, allungate e deformate in lunghi archi dalla lente gravitazionale. Lo sfondo è nero e contiene molte galassie molto piccole, ma nessuna stella. Credit: ESA/Webb, NASA e CSA, J. Rigby e il team JWST
Una delle galassie con lente più importanti in questo ricco campo si chiama SGAS J12265.3+215220. In questa immagine, è la galassia lente più interna, appena sopra e a destra della galassia centrale. Questo si trova ben oltre l’ammasso in primo piano in lontananza, dandoci una visione della galassia circa due miliardi di anni dopo il Big Bang. Gli astronomi stanno ora utilizzando questo tanto atteso ammasso di galassie luminose, dotate di lente gravitazionale, provenienti da Webb, per esplorare la formazione stellare in galassie distanti.
Proprio come le loro omonime ottiche, le lenti gravitazionali possono ingrandire e distorcere le galassie distanti. Ciò consente agli astronomi di osservare i dettagli più fini delle galassie che normalmente sarebbero troppo distanti per essere risolti chiaramente. Nel caso di SGAS J122651.3+215220, la combinazione della lente gravitazionale e delle capacità di osservazione senza precedenti di Webb consentirà agli astronomi di misurare dove e quanto velocemente si formano le stelle e anche di ottenere informazioni sugli ambienti che supportano la formazione stellare grazie alle lenti gravitazionali.
In mezzo a questa spettacolare esibizione di lente gravitazionale, un serraglio di galassie a spirale ed ellittiche di tutte le forme e dimensioni circondano l’ammasso di galassie. I sensibili strumenti a infrarossi di Webb si sono rivelati prodigiosi nell’individuare galassie lontane dall’oscurità dello spazio. Nessuno dei minuscoli puntini di spillo nella zona di cielo catturata qui è una stella: ognuno è una galassia. La varietà di colori delle piccole e fioche galassie ci dà un’idea di ciò che stiamo vedendo: molte delle galassie bianche più pallide risalgono al periodo di intensa formazione stellare noto come mezzogiorno cosmico, circa due o tre miliardi di anni dopo il Big Bang, mentre i pochi piccoli sistemi arancioni e rossi risalgono probabilmente a periodi precedenti nella storia dell’Universo.
Distorsione dello spaziotempo
Rappresentazone visuale dell’effetto di distorsione della lente gravitazionale. Credit: ESA\HubblWeb
Il fenomeno della lente gravitazionale è possibile grazie alla enorme massa delle galassie che distorce lo spaziotempo facendo deviare la luce dalla sua corsa e reindirizzandola verso noi osservatori. Senza questo effetto ciò che si nasconde dietro le galassie sarebbe a noi impossibile da osservare perché oltre a curvare la loro luce, proprio come una lente, ne aumenta l’intensità che riesce a essere rilevata dai nostri strumenti.
Questa distorsione è una prova diretta della Teoria della Relatività di Albert Einstein, ad oggi la più accreditata per spiegare come funziona l’universo su grande scala ma con implicazioni che possiamo riscontrare anche nella vita di tutti i giorni.

Fonte: https://www.passioneastronomia.it/