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Emendamenti al Decreto Asset: Ritardi e Possibili Compromessi

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La commissione Ambiente e Industria del Senato ha deciso di rinviare le votazioni sugli emendamenti al decreto Asset in attesa di un emendamento governativo previsto per la prossima settimana. Questo ritardo nei correttivi alla tassa sugli extraprofitti delle banche era ampiamente previsto. Le commissioni avevano selezionato gli emendamenti ammissibili e ne avevano illustrato le modifiche, ma poi hanno deciso di rimandare le votazioni a martedì.

La conferma che si stesse lavorando a un emendamento governativo è arrivata dalle parole del segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, da New York. Tajani ha dichiarato che la presidente di Forza Italia, Giorgia Meloni, è pronta a fare aggiustamenti e correttivi al testo del decreto Asset uscito dal Consiglio dei ministri. Ha inoltre sottolineato che ci sono emendamenti presentati da Forza Italia al Senato, ma che si è convinto che verrà trovato un accordo e che, in caso di un testo del governo, sarebbero pronti a ritirare gli emendamenti del partito.

Nel frattempo, la commissione Finanze e Tesoro del Senato ha emesso il suo parere sull’imposta a carico degli istituti di credito. La commissione ha ritenuto che la tassa sugli extraprofitti delle banche potrebbe essere meritevole di ulteriori approfondimenti, in particolare per quanto riguarda l’attivo a cui riferire il limite dello 0,1% del prelievo. La commissione ha comunque espresso un generale sostegno alla tassa, sottolineando che contribuirà all’obiettivo di politica creditizia di trasferire le risorse pubbliche dai prelievi straordinari ai clienti delle banche, in particolare ai mutuatari.

I senatori hanno chiesto ulteriori dettagli sull’attivo ponderato a cui si riferisce la percentuale dello 0,1% del gettito dell’imposta, cercando di chiarire se si riferisce al capogruppo o al consolidato. Questa richiesta sembra suggerire che l’attivo ponderato potrebbe essere un possibile compromesso per mitigare l’impatto della tassa. Inoltre, sono stati richiesti interventi per ridurre l’effetto negativo della tassa sulle piccole banche.

Nel frattempo, il governo sta cercando la collaborazione del sistema bancario in vista della revisione della tassa e della scadenza delle garanzie pubbliche sui crediti della Sace entro la fine del 2023. Il sottosegretario al Ministero dell’Economia, Federico Freni, ha chiarito che una proroga sarà possibile solo se il governo e le banche raggiungeranno un accordo sulla collaborazione. L’obiettivo è ridurre l’impatto del rialzo dei tassi sulle famiglie e sulle imprese.