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Cosa scrivono gli altro (FORTUNE ITALIA – Il tempo è ora)

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FABIO INSENGA Direttore responsabile @Fabioinsenga ·

Da più di un anno ragioniamo in termini di urgenza, di emergenza. Provvedimenti da prendere subito, con il tempo diventato una variabile decisiva. Quando si è fatto presto, e bene, si sono risolti alcuni problemi. Quando si è fatto tardi, e male, si sono aggravate le conseguenze di una pandemia che ancora si trascina.
OGGI SIAMO IN UNA FASE ancora diversa. La campagna di vaccinazione ha accelerato la sua corsa, i contagi hanno rallentato e le riaperture stanno gradualmente ridando prospettiva alla vita sociale ed economica.
ORA SERVE UNO ‘STRAPPO’ da parte della politica economica. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza deve essere riempito di contenuti, che devono essere tradotti in attuazione. Si parla di progetti ma il contesto richiede che lo spazio che c’è tra l’ideazione e la realizzazione sia accorciato il più possibile: il tempo per intervenire è ora, non domani. Ovviamente, non si può improvvisare e anche il rischio di sbagliare strada va contenuto, per quanto possibile. Spetta al premier Mario Draghi e all’intero governo lavorare in questa direzione. Ma servono anche una politica matura, con un Parlamento capace di legiferare guardando più all’interesse generale che alle necessità di bandiera delle singole forze politiche, e una macchina pubblica che sia messa finalmente nelle condizioni di funzionare con efficienza. Tutto molto difficile, ma non ci sono alternative. La scommessa che guarda a un’italia realmente cambiata al 2026 passa per una marcia a tappe forzate che impone a tutti la comprensione di un passaggio che non ammette passi falsi.
OLTRE ALLA FISIOLOGICA litigiosità della politica italiana, a complicare il quadro ci sono le scadenze ‘sensibili’: la fine ‘naturale’ del mandato del Capo dello Stato Sergio Mattarella, con una corsa alla successione che è legata anche alla permanenza, o meno, di Draghi a Palazzo Chigi; la nuova tornata di elezioni amministrative e il conseguente clima da campagna elettorale. La priorità assoluta resta, in ogni caso, non fermare la macchina del Recovery plan.
UNO DEGLI ASSI PORTANTI dell’intero Piano è il digitale. Per i cittadini e per le imprese. Ce ne occupiamo in questo numero partendo dal Pnrr, con un’intervista al sottosegretario al Mitd, Assuntela Messina. Andiamo poi a svelare i piani di Microsoft, Cisco e Ntt Ltd. nella cybersecurity, con la prospettiva affascinante di ‘un mondo senza password’, e quelli di Nokia, Omron e Oracle nella digitalizzazione delle imprese manifatturiere: connettere intelligenze è l’intuizione che apre alla collaborazione necessaria a rendere la fabbrica realmente digitale. Con Nexi, per i pagamenti, e Minsait, per l’erogazione del credito, entriamo nel settore finanziario. La digitalizzazione è anche la chiave per innovare la fruizione degli acquisti, anche quelli più esclusivi, della mobilità in tutte le sue declinazioni, e del pharma: il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, disegna uno scenario di profonda innovazione.
UN’INTERVISTA all’ambasciatore del Messico in Italia, Carlos Garcìa de Alba Zepeda, delinea il ruolo di ‘socio strategico’ del Paese centroamericano. Carla Ruocco, presidente della commissione bicamerale di Inchiesta sul sistema bancario, spiega come funziona ‘Podio’, la nuova piattaforma a disposizione dei cittadini per segnalare i disservizi degli istituti di credito. Un’inchiesta sui costi per la ricarica delle auto elettriche fa emergere il contrasto fra Mise e Arera, autorità di regolazione per energia, reti e ambiente.