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Caro gasolio, il Sud resta bloccato: imprese e supermercati aspettano la svolta

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Il 20 ottobre il confronto con Salvini a Milano. Gli autotrasportatori chiedono risorse subito utilizzabili e impegni scritti, mentre aumentano le difficoltà nella distribuzione dei prodotti freschi

La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante continua a rallentare la circolazione delle merci nel Mezzogiorno. Presidi e blocchi lungo le principali arterie stradali stanno mettendo sotto pressione le consegne, con conseguenze per imprese, negozi e consumatori. L’attenzione è rivolta all’incontro previsto nel pomeriggio del 20 ottobre alla Prefettura di Milano tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e i rappresentanti del settore.

La crisi dell’autotrasporto si sta trasferendo alla distribuzione commerciale. Confcommercio segnala difficoltà nei rifornimenti, soprattutto per gli alimenti freschi e deperibili, e chiede risposte immediate che consentano di rimuovere i blocchi e ripristinare le consegne. Il prolungamento del fermo rischia infatti di sommare alle perdite delle aziende di trasporto quelle di produttori, grossisti e punti vendita.

In Campania i disagi interessano, tra gli altri, il casello di Nola sulla A30, Avellino Est e la barriera di Mercato San Severino. In Basilicata la mobilitazione ha raggiunto gli accessi di Potenza e la zona industriale di Tito, mentre proseguono le iniziative lungo la statale 106.

Per gli autotrasportatori il punto centrale è la disponibilità effettiva degli aiuti. Il Comitato trasportatori siciliani chiede che circa 430 milioni di euro di credito d’imposta sul gasolio, relativi alle domande già presentate, diventino immediatamente utilizzabili nel cassetto fiscale. Tra le richieste figurano inoltre lo sblocco di circa 104 milioni di arretrati e ulteriori 400 milioni per coprire periodi rimasti senza sostegno. Si tratta delle rivendicazioni portate al confronto, la cui attuazione dovrà essere verificata attraverso gli atti e le scadenze concordate.

Salvini ha indicato la necessità di accelerare l’erogazione delle risorse già finanziate e di reperirne altre per fronteggiare il rincaro del gasolio. Sul tavolo compare anche lo sblocco di 590 milioni destinati al rinnovo del parco veicolare: un intervento distinto dai crediti d’imposta sul carburante, con finalità e tempi propri.

In Sicilia, arrivata alla quinta giornata di fermo, il confronto di Milano è considerato decisivo. Il Comitato ha subordinato la revoca della protesta alla firma di un protocollo d’impegni: la richiesta è trasformare le aperture politiche in risorse certe e tempi definiti.

Anche in Puglia cresce la pressione sulle istituzioni. Il presidente della Regione Antonio Decaro ha incontrato una delegazione di autotrasportatori insieme agli assessori competenti, facendo il punto sulle conseguenze della mobilitazione e sulle richieste da sostenere al tavolo nazionale.

La trattativa deve ora affrontare due urgenze collegate: restituire sostenibilità economica alle imprese di trasporto e consentire la ripresa regolare degli approvvigionamenti. Per le aziende, il risultato si misurerà soprattutto nella possibilità di utilizzare gli aiuti in tempi compatibili con le spese quotidiane. Per cittadini e attività produttive, nella ripartenza delle consegne.