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Appalti: Oice, profondo rosso a novembre su gare servizi tecnici

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A novembre è ancora in discesa la domanda di servizi tecnici per le opere pubbliche: 181,2 milioni, ‐18,4% rispetto a novembre 2022. Lo rende noto l’Oice, secondo cui negli ultimi 4 mesi la riduzione è del 68,9% in valore sul 2022 mentre negli 11 mesi del 2023 il calo è del 17,3% sul 2022.
L’Osservatorio OICE/Informatel rileva che il totale del valore per servizi tecnici immessi nel mercato pubblico a novembre, comprendendo i 163,0 milioni derivati dai bandi di architettura e ingegneria e i 18,1 milioni di servizi tecnici contenuti negli appalti integrati, è pari a 181,2 milioni. Il dato è positivo rispetto al precedente mese di ottobre, mentre è in calo del 18,4% su novembre 2022. Se si guarda ai bandi per soli servizi tecnici (senza appalti integrati), si registra una crescita del 9,6% su novembre 2022.
Le gare per servizi tecnici pubblicate sulla gazzetta europea sono solo 58, un così basso numero è dovuto al ricorso al frazionamento artificioso dei bandi per rientrare nella fascia degli affidamenti diretti (fino a 140.000 euro). “Novembre anticipa una chiusura d’anno tutta in campo negativo – ha dichiarato Giorgio Lupoi, a commento dei dati dell’osservatorio – nonostante qualche timidissimo segnale positivo, le previsioni non possono che essere negative. Occorre ripristinare nella loro pienezza il mercato pubblico e la libera concorrenza, è necessario modificare il codice. Ci sono ragioni evidenti per un correttivo che sani lacune e incertezze normative; occorre rivedere alcune scelte fatte, come quella di lasciare agli affidamenti diretti una parte così consistente del mercato, peraltro parzialmente rimangiata con una circolare dai limitati effetti giuridici. Per non parlare dell’urgenza di adeguare i corrispettivi ai nuovi contenuti progettuali, su due livelli, alle nuove prestazioni anche di supporto ai RUP e alla digitalizzazione. C’è molto da fare ma sembra che il Ministero non abbia intenzione di muoversi. Non siamo i soli a chiedere un intervento correttivo al più presto, anche perché la procedura non è velocissima. Gli operatori del settore non possono attendere. Intanto apprezziamo che quasi la metà delle stazioni appaltanti stiano seguendo le nostre indicazioni per favorire l’accesso al mercato con requisiti superiori ai 3 anni previsti nel nuovo codice, cioè su 5 o 10 anni; la scelta pro concorrenziale è, come diciamo da luglio, assolutamente legittima e adesso è anche in linea con quella fatta dal Governo con la circolare per le procedure sotto soglia. Auspichiamo e ci attendiamo che questo trend aumenti per evitare che vi siano illogiche restrizioni della concorrenza”.(AGI)
ING