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Zaki in tribunale: "Ho scritto l’articolo ma non ho commesso reato"

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AGI – Patrick Zaki non nega di aver scritto l’articolo sulla minoranza copta in Egitto per il quale è stato messo sotto processo, ma respinge l’accusa di avere commesso un reato, avendo esercitato il diritto alla libertà di espressione.

Nella prima udienza di un processo deciso all’ultimo momento con una nuova accusa, riguardante appunto l’articolo sui copti, il giovane ricercatore egiziano dell’Università di Bologna, in carcere “preventivo” per altre accuse da un anno e 7 mesi, ha ribadito la richiesta di scarcerazione, sostenuto in questo dalla sua difesa.

Giunto ammanettato nell’aula del tribunale di Mansura, a 130 chilometri e circa 3 ore di auto dal Cairo, è stato liberato per il tempo in cui ha rilasciato le sue dichiarazioni.

Secondo quanto si apprende, in aula è apparso in discrete condizioni di salute. Su richiesta dell’avvocata del giovane, che fa parte della ong umanitaria Eipr (l’Iniziativa egiziana per i diritti personali), il tribunale metterà a disposizione della difesa il fascicolo contenente le nuove accuse.

La speranza è che il nuovo capo di imputazione, di cui si è saputo solo poche ore prima della convocazione dell’udienza, possa significare che le accuse che hanno determinato l’arresto di Zaki siano nel frattempo decadute.

Per saperlo, è necessario che la legale abbia la possibilità di esaminare il nuovo dossier prima della prossima udienza fissata per il prossimo 28 febbraio.

All’udienza, su sollecitazione dell’ambasciata italiana al Cairo i cui esponenti erano presenti in aula, hanno partecipato anche i rappresentanti delle sedi diplomatiche di Germania e Canada, oltre a un’avvocatessa egiziana che lavora per la delegazione dell’Unione europea in Egitto.

L’accusa per cui Zaki è chiamato a giudizio è la diffusione di informazioni false, diversa da quella di “insurrezione” con la quale era stato arrestato al suo rientro da un soggiorno in Italia, nel febbraio 2020.

“Tutto quello che sappiamo al momento è che Zaki viene giudicato per un articolo pubblicato nel 2019 sul sito Daraj”, ha detto all’AFP la madre del giovane, Hala Sobhy Abdelmalek.

Source: agi


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