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Scienziato robot: da Liverpool arriva il ricercatore programmabile che non prova stanchezza

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Di Daiana De Luca (Responsabile Comunicazione Confedercontribuenti)


Con un costo stimato di circa 110 mila euro, arriva lo scienziato robot, frutto di un lavoro sinergico di robotica, intelligenza artificiale ed informatica avanzata.

Sviluppato dagli esperti dell’Università di Liverpool e descritto in un articolo della Royal Scociety of Chemistry, “questo ricercatore programmabile – dice Benjamin Burger dell’Ateneo britannico – può funzionare autonomamente” e questo consentirebbe di “eseguire gli esperimenti direttamente da casa e velocizzare notevolmente le scoperte scientifiche”.

Andy Cooper, collega e coautore di Burger, spiega che in un momento, come quello che stiamo vivendo, in cui è importante mantenere le distanze e non smettere di creare soluzioni efficaci per la gestione delle sfide globali, “il ricercatore robotico” potrebbe rivelarsi estremamente utile perché “non prova noia, stanchezza, confusione o bisogno di riposare“. Gli esperti sottolineano inoltre che il dispositivo è in grado di svolgere i compiti con estrema velocità e questo faciliterebbe gli scienziati a concentrarsi sull’innovazione e le nuove teorie.

L’idea sarebbe quella di realizzare un gran numero di queste soluzioni per distribuirle nei centri di ricerca di tutto il mondo e collegate ad un cervello elettronico centralizzato. Certo, questa soluzione non è esattamente una realtà a portata di mano ma è il futuro che gli scienziati sperano.

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