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Michela Sapienza Pennisi (Confedercontribuenti Turismo): 2019: calo di presenze in Italia, – 2 milioni di visitatori rispetto al 2018

Oggi, 21 giugno 2019 è ufficialmente il primo giorno d’estate ma l’Italia fa già i conti con un calo repentino dei visitatori del bel Paese.

Tra giugno e agosto si prospettano circa 205 milioni di presenze, – 2 milioni rispetto all’anno precedente.  Un calo del – 1,4% per le città costiere e – 0,4% per le città d’arte.

Ma cosa porta il turista a scegliere un Paese differente rispetto all’Italia?

Qualche numero è necessario anche per comprendere il potenziale della nostra terra:

  • 53 siti UNESCO

  • Circa 5000 musei nel territorio italiano

  • 871 aree naturali protette (3.163.000 ettari totali)

  • 282  aree e parchi archeologici

Se consideriamo che siamo solo all’inizio e la lista dei dati divulgati dall’Istat sono infiniti, non resta che chiedersi quale sia il problema e perché l’Italia si trovi solo al quinto posto tra le mete straniere preceduta da Cina, Francia, Stati Uniti e Spagna.

Molti hanno supposto che la scelta dei turisti sia stata a livello economico o per via del clima incerto sino ai primi giorni del mese di giugno, ma la realtà è ben più differente.

La prima meta 2019 è la Spagna che, nonostante la crisi economica affrontata negli ultimi anni, già dal 2018 è riuscita ad avere i propri risultati proprio dal turismo estivo.

Gli investimenti fatti per implementare le infrastrutture e modernizzarle, sono stati molto apprezzati: metro nuove di zecca con una copertura maggiore rispetto alla media italiana, ottimizzazione degli scali aeroportuali e, infine, riparazione del manto stradale.

Questi accorgimenti hanno fatto sì che il turista vivesse al meglio la sua vacanza.

Tutto il contrario di quello che, purtroppo, si trovano a vivere giorno dopo  giorno in Italia, realtà che noi stessi ci troviamo ad affrontare. Ma se noi cittadini per primi abbiamo difficoltà ad andare a lavoro, avere strade pulite e garantire un rispetto e senso civico comune, le bellezze e la cultura antica italiana possono fare ben poco.

Per quante infinite meraviglie possiede l’Italia, basterebbero piccoli accorgimenti comuni che garantirebbero soggiorni soddisfacenti e una qualità di vita migliore per noi cittadini, nonché nuove opportunità di lavoro, crescita e sviluppo di settori come quelli agroalimentari.

La realtà è che non siamo pronti ad accogliere gli altri nel migliore dei modi senza prima prendere coscienza di ciò che accade giorno dopo giorno nelle nostre città. Delle buone strategie comuni di raccolta differenziata, pulizia e ottimizzazione dei trasporti sarebbero i primi passi avanti per riportare l’Italia al suo antico splendore.

Abbiamo il dovere di agire e non essere più spettatori inermi.

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