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Lotta all’usura, servono pene più severe: l’opinione di Alfredo Belluco (Vice Presidente Confedercontribuenti)

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Di Vittorio Sangiorgi (Direttore del Quotidiano dei Contribuenti)


 

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al comandante generale della Guardia di Finanza Giuseppe Zafarana in occasione del 246° anniversario dalla nascita delle Fiamma Gialle, ha voluto sottolineare l’importanza della lotta all’usura, specie in un periodo tanto difficile per famiglie e imprese. Un reato in costante crescita, perpetrato non solo dalla criminalità organizzata, ma anche da comuni ed insospettabili cittadini e da banchieri e bancari. A questo proposito, la redazione del Quotidiano dei Contribuenti, ha sentito Alfredo Belluco, Vice Presidente di Confedercontribuenti:

“Quella commessa da banchieri e da bancari a favore delle banche commerciali è usura aggravata. Cioè, se per un usuraio normale la pena prevista dalla legge va dai 2 ai 10 anni di reclusione, per un usuraio in banca si va dai 2 anni e 8 mesi ai 15 anni di reclusione. Molti lo ignorano, ma l’usura praticata in ambito bancario è molto più grave. Questo reato, l’unico in costante crescita, è ormai diffusissimo… Lo praticano i commercialisti, i benzinai, i macellai, i direttori di supermercato. Insomma, è diventato lo sport nazionale. Tutto ciò avviene nel silenzio, non c’è nessuno che si schieri apertamente contro l’usura. Nel 2014, insieme all’avvocato Baldassarre, ho fatto arrestare due fratelli usurai, che avevano venduto terreni diventati poi edificabili. Ne avevano ricavato ingenti somme ed erano poi diventati usurai, vendevano denaro al 15% al mese. Ci sono voluti 14 mesi, ma siamo riusciti a farli arrestare in flagranza di reato. Per combattere davvero l’usura, bisogna dirlo con grande chiarezza, devono essere inasprite le pene. Una simile soluzione è servita, negli anni ’70, per debellare l’odioso fenomeno dei sequestri di persona a scopo di estorsione. La pena minima per questo tipo di reato fu portata a 25 anni di reclusione. Ecco, tornando all’usura, credo che si debba partire, almeno, da una pena di 10 anni. Questo servirebbe anche a combattere la criminalità organizzata, che si fa forte delle enormi somme di denaro, derivate da attività illecite, che riesce ad immettere nel sistema. La lotta al contante? Bisogna, innanzitutto, prevedere pene più severe per usura e riciclaggio, non servono i palliativi come la riduzione o l’abolizione del contante. Paesi come Germania, Svizzera, Stati Uniti non prevedono, praticamente, alcun limite. Per quale motivo lo si deve abolire in Italia, perché ci sono mafia e ‘ndrangheta? Queste organizzazioni criminali sono onnipresenti, non operano soltanto nel nostro paese, ma anche all’estero. Senza dimenticare, poi, che ci sono la mafia albanese, quella russa, quella nigeriana, quella cubana”

“Esiste un’usura sottaciuta, quella di banchieri e bancari a favore delle banche commerciali, che deve essere combattuta con ogni mezzo. Come dicevo prima, si tratta di un’usura aggravata, lo prevede l’articolo 644 del Codice Penale e, in particolare, il VI comma”:

<<Per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito. Le pene per i fatti di cui al primo e secondo comma sono aumentate da un terzo alla metà: se il colpevole ha agito nell’esercizio di una attività professionale, bancaria o di intermediazione finanziaria mobiliare, se il colpevole ha richiesto in garanzia partecipazioni o quote societarie o aziendali o proprietà immobiliari, se il reato è commesso in danno di chi si trova in stato di bisogno, se il reato è commesso in danno di chi svolge attività imprenditoriale, professionale o artigianale, se il reato è commesso da persona sottoposta con provvedimento definitivo alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale durante il periodo previsto di applicazione e fino a tre anni dal momento in cui è cessata l’esecuzione>>.

“Da notare, aggiunge Belluco, che nel calcolo incidono anche gli interessi di mora. In certi periodi il tasso massimo applicabile per i mutui a tasso di interesse variabile era inferiore al 4%. Applicando queste norme si possono salvare centinaia di migliaia di aziende e abitazioni. Aggiugo, inoltre, che il secondo comma dell’articolo 40 del codice penale recita: <<Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo>>.     I manager della Thyssenkrupp, condannati per la strage che nel dicembre 2007 causò la morte di sette operai, sono stati puniti per omesso controllo sui sistemi di sicurezza. Per quale motivo, questo comma dell’articolo 40, non si deve applicare anche all’omesso controllo sui casi di usura? All’interno della banca ci deve essere un responsabile penale, figura che oggi non esiste. Questa mancanza permette un vero e proprio vicendevole scarico di responsabilità, permette di difendersi sostenendo che non vi fosse l’intenzione, la volontà di praticare usura. In realtà è palese il fatto che, all’interno delle banche, l’usura venga praticata tramite oneri, spese e commissioni… Se tutto ciò avviene significa che nessuno lo vuole impedire, che nessuno lo ostacola”

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