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L'altolà dell'Iran a Biden: "Avanti sui limiti alle ispezioni"

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AGI – L’Iran procede nel piano di ridurre le ispezioni internazionali da parte degli ispettori dell’Aiea ai suoi siti nucleari, ribadisce che il dialogo con gli Usa sarà possibile solo dopo che saranno levate le sanzioni ed apre, ma solo flebilmente, alla possibilità.

Il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi, ha dispiegato tutti i suoi sforzi negoziali a Teheran per impedire all’Iran di limitare le ispezioni internazionali: alla vigilia della scadenza, martedì 23, fissata dall’Iran per compiere il passo, Grossi ha incontrato il capo dell’Agenzia iraniana per l’energia atomica, Ali Akbar Salehi, e il ministro degli Esteri iraniano, Mohamad Javad Zarif.

I colloqui sono stati “fruttuosi e basati sul rispetto reciproco”, come ha brevemente indicato su Twitter il rappresentante iraniano presso l’agenzia nucleare dell’Onu, Kazem Gharibabadi, ma ma il risultato finale sarà annunciato solo nelle prossime ore: in serata e’ prevista una conferenza stampa di Grossi, al suo rientro a Vienna.

Il negoziato eè delicatissimo: l’Iran vuole sospendere l’attuazione volontaria del cosiddetto protocollo aggiuntivo, che consente agli ispettori dell’Aiea di visitare qualsiasi impianto nucleare civile o militare iraniano senza preavviso.

Ciò non significa la fine totale delle ispezioni, poiché quelle incluse nell’accordo sul nucleare per ora continueranno, ma rappresenta un duro colpo all’intesa firmata nel 2015 tra l’Iran e sei grandi potenze (Usa, Russia, Cina, Francia, Regno Unito e Germania). Prima dell’incontro con Grossi, il vice ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, aveva detto che le ispezioni saranno ridotte dal 20 al 30 per cento.

Più in generale, l’Iran non cambia linea e insiste: gli Stati Uniti devono prima revocare le sanzioni se vogliono sedersi a un tavolo per il recupero dell’accordo del 2015.

Zarif ha anche accusato l’amministrazione Biden di non aver cambiato linea rispetto a quella di Donald Trump e ha avvertito che, con un Paese che ha millenni di storia sulle spalle, la politica delle sanzioni non funziona: “Millenni di storia, non mille anni. Forse e’ difficile da capire a Washington. Ma abbiamo avuto un impero che e’ durato piu’ a lungo di tutta la storia Usa. A Washington devono capirlo”.

Adesso l’Iran “sta studiando” la proposta dell’Unione europea di un incontro informale tra gli attuali firmatari dell’accordo sul nucleare del 2015 (Jcpoa) e gli Stati Uniti, ma deve ancora dare una risposta al riguardo.

Proprio Zarif, a inizio febbraio aveva suggerito di superare l’impasse con la mediazione dell’Alto rappresentante Ue, Josep Borrell, chiamato a “sincronizzare” la roadmap verso il ripristino dell’accordo. “Stiamo esaminando la proposta e ci stiamo consultando con altri partner, Cina e Russia, ma riteniamo che il ritorno degli Stati Uniti al Jcpoa e la revoca delle sanzioni – ha insistito Araqchi – non richiedano negoziati”.

Source: Agi Estero


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