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Il Giardino di Ninfa compie 100 anni, boom di visite dopo il lockdown

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AGI – Nove ettari di incanto. Piante provenienti da tutto il mondo adagiate sulle antiche rovine di una città medievale, corsi d’acqua cristallina. Il Giardino di Ninfa non smette mai di stupire e questo, per questo luogo voluto dalla nobile famiglia Caetani, è probabilmente l’anno più bello.

 Non a caso migliaia di visitatori, ad oggi oltre 30mila per le prime quattordici giornate di apertura dopo il lockdown, hanno deciso di rilassarsi e godere della bellezza di questo luogo straordinario che attira ogni anno turisti da tutto il mondo e che ogni anno è meta di star, produzioni televisive e shooting di moda.

Oltre duemila persone per ogni apertura, un record di visite nonostante quello che è stato definito il giardino più romantico del mondo, che nel 2020 compie cento anni, ha dovuto rinviare a causa dell’emergenza Covid i festeggiamenti per questa ricorrenza speciale e che erano previsti a partire dal 21 marzo.

 Tutto dopo il lockdown ma nessun problema visto che il ricco programma di eventi, organizzato in collaborazione con la Regione Lazio, patrocinato dalla Rai e di cui è media partner La Repubblica, copre tutto l’anno ed è stato esteso fino al 2021

 “Cento anni di bellezza”, lo slogan scelto per questo 2020. Cento anni da quando i nobili Caetani, Gelasio in particolar modo, tornarono sui loro possedimenti e trasformarono in giardino quella città medievale abbandonata che molti secoli prima era stata oggetto di contese e che gli era stata affidata dal loro antenato, Papa Bonifacio VIII, al secolo Benedetto Caetani. Gelasio, grande ingegnere, bonificò la zona, iniziò a piantare i primi alberi e a sfruttare la forza dell’acqua proveniente dalla sorgente Ninfa che molti secoli prima era stata decantata anche da Plinio.

Il resto lo fecero le donne della famiglia, tra queste Marguerite Chapin, moglie del compositore Roffredo Caetani, che fece diventare il giardino uno straordinario salotto letterario con ospiti incredibili di cui pubblicava gli scritti sulle riviste Commerce a Parigi e Botteghe Oscure a Roma.

Giorgio Bassani, tra tutti, ma anche Truman Capote, Virginia Wolf, Alberto Moravia, Giuseppe Ungaretti, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Pierpaolo Pasolini, Italo Calvino, alcuni degli autori pubblicati da Marguerite.

Le donne di casa Caetani, prima di Marguerite anche Ada Wilbraham Caetani con l’esperienza al giardino di Villa Fogliano sul litorale tra quelle che oggi sono Latina e Sabaudia, resero straordinaria Ninfa e lo trasformarono nel Giardino che vediamo oggi portando piante esotiche e straordinarie dai loro viaggi.

A renderlo romantico, a trasformarlo nel tripudio di colori, di suoni, di profumi, di magia che i visitatori possono ammirare oggi, fu Lelia Caetani, ultima discendente della famiglia e figlia di Roffredo, che usò le sue doti di pittrice e che immaginandolo come un grande quadro sistemò le piante più colorate, consegnandolo all’incanto. Un quadro, appunto.

In ogni angolo, in ogni scorcio, in ogni anfratto. Tra una Magnolia dell’Himalaya, una Gunnera del Rio delle Amazzoni, tra il cedro del Marocco e le magnolie orientali, passando per il bosco e la sorgente dei bambù, attraversando il viale delle lavande con i ciliegi ornamentali giapponesi, gli aceri coreani e giapponesi, le centinaia di specie di rose, alcune antiche e rarissime che si intrecciano sulle rovine e che vengono sapientemente mantenute, conservate, rese straordinarie dalla bravura dei giardinieri della Fondazione Roffredo Caetani, che oggi ha la proprietà e la gestione di questo Monumento Naturale dichiarato tale dalla Regione Lazio ormai venti anni fa.

Trentamila visitatori dall’apertura del 23 maggio scorso. Solo nei weekend e festivi, rigorosamente. Ad oggi parliamo di duemila per ogni giornata di visita “potremmo fare molto di più – sottolinea il presidente della Fondazione Roffredo Caetani, l’architetto Tommaso Agnoni – ma non è questo il nostro obiettivo. Il nostro obiettivo primario è quello di conservare questo bene anche per le future generazioni e per farlo dobbiamo salvare il suo ecosistema delicatissimo, conservare la bellezza dovuta a questo equilibrio straordinario tra acqua, piante, rovine, natura incontaminata”.

 Cento anni di bellezza, dunque: “A causa del Covid abbiamo dovuto rinviare molti eventi – sottolinea il presidente Agnoni – ma molti si terranno nelle prossime settimane, fino al prossimo anno. Vogliamo festeggiare la bellezza di Ninfa e raccontarne la storia, celebrando l’opera incredibile della famiglia Caetani”.

Per prenotare basta andare sul sito www.giardinodininfa.eu e per restare aggiornati sulle novità che riguardano le attività nel Giardino di Ninfa basta seguirne i canali social Facebook, Twitter e Instagram.

Vedi: Il Giardino di Ninfa compie 100 anni, boom di visite dopo il lockdown
Fonte: cultura agi

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