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Riscossione cartelle: Confedercontribuenti, lo Stato non riesce a riscuotere 934 miliardi, ma non vuole la “vera” pace fiscale.

Una montagna di cartelle non riscosse, precisamente 934 mld. L’ultimo verifica del cosidetto magazzino dell’Agenzia della riscossione. Di questa montagna solo 74,5 mld risultano essere ancora aggredibili, cioè con qualche speranza di portare soldi nelle casse dello stato. A snocciolare i numeri è il direttore dell’Agenzia delle entrate e a capo dell’Agenzia della riscossione Antonino Maggiore, durante l’audizione, in commissione finanze al senato, ieri, dello schema di atto aggiuntivo annuale alla convenzione triennale tra ministro dell’economia e il direttore dell’Agenzia delle entrate. Questo dimostra come non ha funzionato il sistema vessatorio ex Equitalia, rispetto ad una platea di imprese e contribuenti, che in moltissimi casi sono stati travolti dalla crisi economica e non hanno potuto pagare le imposte, attraverso un meccanismo che non diventa criminale definire usuraio A dichiararlo il Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, che rilancia, con una proposta di “pacificazione fiscale”. A Luglio si è chiusa la stagione della cosiddetta “rottamazione dei ruoli” e del “saldo e stralcio”, aggiunge Finocchiaro. Un’operazione riuscita solo in parte in quanto, da verifiche effettuate dalla nostra organizzazione su base territoriale, è emerso che  almeno 1.200.000 contribuenti, fra imprese e famiglie hanno trovato difficoltà enormi già al momento dell’adesione a causa della  prevedibile insostenibilità delle rate; dunque se pur hanno presentato i piani di rottamazione o di saldo e stralcio, nel disperato tentativo di sanare le loro posizioni debitorie pregresse, con il Fisco,  non hanno poi potuto adempiere al pagamento della prima rata e non potranno farlo nella scadenza di Novembre. Ampia è inoltre, la fascia delle imprese e dei contribuenti, che sono state costretti a rinunciare sin da subito ai benefici previsti dalle citate norme , ciò comportando l’ovvia conseguenza per l’Erario di ottenere un rilevante gettito tributario e fiscale’. Inoltre va rilevato come il precedente Governo, non abbia inserito le aziende nella possibilità di utilizzare il “Saldo e Stralcio”. Norma che avrebbe consentito a migliaia di imprese di uscire dalle difficoltà economico-finanziarie, riprendere la normale attività, salvaguardare i posti di lavoro e non costituire un costo sociale per il nostro Paese, nel caso di decozione o crisi irreversibile. A dichiaralo il Presidente Nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, che lamenta come la politica, in nome di uno sciocco rigorismo, non vuole sentire parlare di un piano di rientro sostenibile per imprese e famiglie, non eccedendo nelle rate il quinto del reddito di ogni soggetto coinvolto. Ecco perchè oggi, dopo i dati rilevati dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate Antonino Maggiore, rilanciamo l’ipotesi della riapertura dei termini di una rottamazione compatibile con le possibilità economiche e finanziarie di ogni Italiano.

 

Di seguito, riportiamo il testo integrale della norma proposta dalla Confedercontribuenti:

“Rottamazione sostenibile”

“ Al fine di garantire il gettito erariale, previdenziale e quello relativo all’imposizione fiscale locale, si abrogano tutte le norme che impediscono l’accesso alle rateizzazioni o  a qualsiasi  altra forma di  agevolazione, prevista per il rientro dei debiti erariali, previdenziali e di natura tributaria locale, per chiunque si sia reso inadempiente nei confronti di precedenti rateizzazioni o verso la cosiddetta “rottamazione dei ruoli”. Con la presente Legge di Bilancio, in relazione ai ruoli esattoriali iscritti fino al 30 Giugno 2019,   sono abolite le sanzioni e gli interessi di mora sui ritardati pagamenti, per tutte le imprese che nel periodo 2000 – 2018 sono state coinvolte in uno stato di grave crisi economico-finanziaria.  I criteri di difficoltà si estendono a tutte le famiglie e ai contribuenti colpiti dalla crisi e che a causa della riduzione dell’orario di lavoro, della diminuzione dello stipendio o per documentati motivi,  vivono quotidianamente  in gravi difficoltà economico-finanziarie. E’ prevista,  inoltre, una moratoria dei pagamenti per cassintegrati, esodati, lavoratori in mobilità e/o licenziati, fino al raggiungimento di una nuova occupazione e/o all’ottenimento di forme di sostegno al reddito familiare da parte dello Stato o di Enti Pubblici.  In questo quadro e al fine di salvaguardare le esigenze dell’Erario e le possibilità economiche delle imprese e dei contribuenti,  le rate non potranno eccedere il quinto del reddito dichiarato per le persone fisiche e dell’utile per le imprese. In caso di perdita d’esercizio si procederà, ugualmente alla predisposizione della rateizzazione sulla base del margine operativo lordo.  I termini temporali  della rateizzazione saranno predisposti sulla base del parametro reddituale, salvo l’adesione volontaria da parte dell’impresa o del contribuente a versare una somma maggiore. Inoltre, saranno  cancellate d’ufficio, per coloro che aderiranno alla rateizzazione tutte le misure cautelari, quali ipoteche, pignoramenti e fermi amministrativi.  Naturalmente, sarà  cura dell’Amministrazione Finanziaria  verificare la situazione patrimoniale e finanziaria di chi accede al beneficio della rateizzazione agevolata, al fine di verificare l’effettivo stato di bisogno e le cause che lo hanno prodotto.  Nel caso fosse accertata una situazione diversa da quella dichiarata dal contribuente, si procederà tempestivamente, a decretare la decadenza dei benefici e alla re-iscrizione delle misure cautelari”.

“Saldo e Stralcio”

Inoltre, al fine di consentire l’adesione al saldo e stralcio ai redditi dei contribuenti, persone fisiche, che non eccedono l’indice ISEE di 20.000,00 euro ,si prevede una  riapertura dei termini in 36 rate trimestrali estesa a tutte le imposte e tasse. Il saldo e stralcio viene esteso a tutte le imprese che alla data del 31/12/2018 hanno un parametro di indebitamento superiore al 20% rispetto al volume della produzione e  un parametro di liquidità inferiore allo 0,8%.

Le aliquote per la definizione a saldo e stralcio sono le seguenti:

indice di liquidità 0.3% aliquota di saldo e stralcio al 16%

indice di liquidità fra 0,3% e 0.6% aliquota 20%

indice di liquidità fra 0,6% e 0.8% aliquota 35%

 

 

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