Incontri dal 4 novembre, trasmessi in diretta. Il Likud resta il primo partito, ma nessuno dei due schieramenti raggiunge i 61 seggi necessari alla maggioranza assoluta.
La cronaca
Il presidente israeliano Isaac Herzog avvierà mercoledì 4 novembre le consultazioni per la formazione del nuovo governo. Il primo incontro è previsto alle 17 locali, le 16 in Italia. I colloqui saranno trasmessi in diretta sui canali social ufficiali della presidenza e proseguiranno giovedì 5 novembre.
Il quadro emerso dallo scrutinio delle elezioni del 27 ottobre conferma una Knesset senza una maggioranza precostituita. Il Likud di Benjamin Netanyahu ha ottenuto 27 seggi e il suo blocco ne raccoglie 53. Lo schieramento guidato da Gadi Eisenkot arriva a 48, mentre le formazioni arabe dispongono complessivamente di 19 deputati. La proclamazione ufficiale dei risultati è prevista per il 4 novembre.
Herzog incontrerà prima le delegazioni dei partiti più piccoli e successivamente quelle delle formazioni maggiori. La presidenza ha spiegato che questa scelta intende favorire l’esame delle diverse possibilità di accordo prima dei colloqui conclusivi. Al termine sarà indicato il parlamentare incaricato di tentare la formazione dell’esecutivo.
Il commento
Il risultato pone un limite politico preciso a Netanyahu: essere alla guida del primo partito non equivale a disporre del consenso parlamentare necessario per governare. Anche Eisenkot, però, deve affrontare la distanza tra una possibile alternativa e una coalizione capace di sostenerla.
I 19 seggi delle formazioni arabe rendono centrale una questione democratica: il riconoscimento pieno della rappresentanza dei cittadini arabi israeliani. Trattare quei voti come politicamente meno legittimi impoverirebbe il confronto e restringerebbe ulteriormente le possibilità di uscire dallo stallo.
Questo non significa che un accordo sia automatico. La somma dei seggi non risolve le divergenze sui programmi, sulla sicurezza e sui rapporti tra le comunità. Un’intesa credibile richiede impegni espliciti e responsabilità condivise.
La diretta delle consultazioni offre trasparenza, ma la prova decisiva arriverà dai contenuti delle trattative. Israele ha bisogno di istituzioni capaci di ricostruire fiducia e di una maggioranza che risponda a un progetto di governo. Ridurre tutto alla permanenza o all’esclusione di un singolo leader rischierebbe di lasciare irrisolte le ragioni profonde della crisi politica.