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Usa: ceo JPMorgan, crack mercato obbligazionario sta arrivando

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Il ceo di JPMorgan Chase, Jamie Dimon, mette in guardia contro una grave crisi dei mercati se gli Stati Uniti non adotteranno misure per affrontare il crescente debito pubblico. “Vedrete una crepa nel mercato obbligazionario. Sta per succedere”, ha dichiarato in un’intervista al Wall Street Journal al Reagan National Economic Forum in California.
I mercati obbligazionari sono stati scossi dalla prospettiva di un peggioramento della già precaria situazione fiscale degli Stati Uniti, qualora la riforma voluta dal presidente Trump diventasse legge. La misura approvata dalla Camera aumenterebbe i deficit di bilancio previsti di circa 2.700 miliardi di dollari in un decennio, aggravando un debito pubblico che già supera i 36.000 miliardi di dollari.
Quel pacchetto fiscale ha spaventato gli operatori obbligazionari, portando a una svendita dei titoli del Tesoro decennali di riferimento, che ha fatto salire i rendimenti di quasi un quarto di punto percentuale al 4,418% questo mese. Moody’s Ratings ha revocato agli Stati Uniti la tripla A, citando l’imponente debito pubblico. E la debole domanda di titoli del Tesoro all’asta del 21 maggio ha contribuito ad aumentare le preoccupazioni. Dimon ha osservato che il Covid aveva lasciato i mercati del debito in subbuglio all’inizio del 2020, finché il governo non ha reagito con diverse misure che hanno normalizzato gli scambi e stimolato l’economia. Ma negli anni successivi “hanno esagerato enormemente”, ha stigmatizzato.
Le normative imposte alle banche dopo la crisi finanziaria del 2008-2009 hanno lasciato loro una minore flessibilità nel detenere obbligazioni e altri titoli nei loro bilanci. Questo rende difficile per le società finanziarie interporsi tra venditori e acquirenti quando i mercati del credito si bloccano, ha spiegato Dimon. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent e altri regolatori bancari si sono impegnati ad allentare i requisiti patrimoniali per consentire alle banche di detenere più titoli del Tesoro. Senza cambiamenti sostanziali, gli Stati Uniti si avviano verso una resa dei conti, ha affermato Dimon. “E lo dico ai miei regolatori… succederà, e voi sarete presi dal panico”, ha insistito. “Non so se tra sei mesi o sei anni, ma la crisi scoppierà”. (AGI)

GAV