Il sentimento, l’istinto di protezione per il patrimonio culturale materiale e immateriale di Tuvalu arriva sul filo di voce di una canzone tradizionale dell’isola del Pacifico, la cui sopravvivenza è messa a rischio dall’impatto del cambiamento climatico. L’appello all’Unesco, ai Paesi che partecipano alla seconda Conferenza di Napoli sul patrimonio culturale nel ventunesimo secolo lo fa Grace Malie, attivista climatica di Tuvalu durante il dibattito su “patrimonio culturale in allerta: “in pericolo” o “necessità urgente di salvaguardia”?”.
“Ho visto in questi giorni Napoli, parti del suo patrimonio e ho compreso il vostro sentimento e la volontà di proteggerlo, custodirlo e vorrei provare a trasferirvi il mio stesso sentimento per il patrimonio di Tuvalu” che ha bisogno dell’Unesco, dice Grace Malie prima di iniziare a cantare. Un momento di particolare impatto emotivo che ha suscitato una risposta solidale, anche questa cantata, da tutta la platea, stimolata da Giovanni Scepi, responsabile dell’Unita di gestione del programma Entità del patrimonio vivente, con “O’ sole mio”, di fatto parte del patrimonio immateriale di Napoli e ormai del mondo. (AGI)
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