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UNA GRANDE DONNA NELLA STORIA Jane Addams

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Jane Addams, la donna che trasformò la solidarietà in azione

6 settembre | Donne che hanno cambiato il mondo

Ci sono donne che hanno conquistato il proprio posto nella storia esercitando il potere. E ce ne sono altre che hanno cambiato il significato stesso del potere, dimostrando che servire una comunità può essere più rivoluzionario che comandarla.

Jane Addams appartiene a queste ultime.

Nata nel 1860 nell’Illinois, negli Stati Uniti, fu riformatrice sociale, attivista, pacifista e una delle protagoniste della nascita del moderno servizio sociale.

La sua domanda fondamentale era semplicissima: che valore ha il progresso se lascia indietro milioni di persone?

Hull House: una porta aperta agli ultimi

Nel 1889, insieme a Ellen Gates Starr, fondò a Chicago Hull House, destinata a diventare uno dei più importanti centri sociali degli Stati Uniti.

In una città trasformata dall’industrializzazione e dall’immigrazione, Hull House offriva istruzione, assistenza, attività culturali e servizi alle famiglie e ai lavoratori.

Addams non considerava i poveri persone da compatire.

Li considerava cittadini ai quali riconoscere dignità, opportunità e strumenti per costruire il proprio futuro.

Era una concezione modernissima della solidarietà: non beneficenza dall’alto, ma emancipazione.

Dalla povertà ai diritti

L’esperienza quotidiana nei quartieri popolari convinse Addams che aiutare singolarmente le persone non fosse sufficiente.

Bisognava cambiare le condizioni che producevano povertà ed esclusione.

Si batté per migliori condizioni di lavoro, contro lo sfruttamento minorile, per la tutela delle donne, per l’istruzione e per una maggiore partecipazione democratica.

La questione sociale diventava così una questione politica.

Una società, secondo la sua visione, non può definirsi veramente democratica se una parte dei suoi cittadini rimane senza voce.

Una donna contro la guerra

Quando scoppiò la Prima guerra mondiale, Jane Addams ebbe il coraggio di assumere una posizione impopolare.

Difese il dialogo e la cooperazione internazionale mentre nazionalismo e militarismo conquistavano l’Europa e dividevano il mondo.

Pagò personalmente quelle posizioni con critiche durissime.

Ma non rinunciò alle proprie convinzioni.

Nel 1931 arrivò il riconoscimento internazionale più importante: il Premio Nobel per la Pace, condiviso con Nicholas Murray Butler.

Fu la prima donna americana a riceverlo.

Una lezione ancora attuale

Jane Addams morì nel 1935, ma molte delle domande che pose appartengono pienamente al nostro tempo.

Come affrontiamo le nuove povertà?

Come integriamo chi arriva da altri Paesi?

Quanto investiamo nelle periferie?

Come impediamo che le disuguaglianze economiche diventino esclusione sociale?

E soprattutto: quanto siamo disposti a occuparci delle persone che non hanno abbastanza forza per farsi ascoltare?

Il coraggio della cura

La grandezza di Jane Addams sta forse proprio qui.

Dimostrò che occuparsi dei più fragili non significa essere deboli.

Significa costruire una società più forte.

Trasformò una casa di Chicago in un laboratorio di democrazia e la solidarietà in un progetto politico e sociale.

In un mondo che misura troppo spesso il successo attraverso ricchezza, notorietà e potere, Jane Addams continua a ricordarci qualcosa di essenziale:

la grandezza di una società si misura anche da quanto spazio riesce a dare a chi rischia di rimanere indietro.

La donna del 6 settembre

Oggi ricordiamo Jane Addams perché la sua vita dimostra che cambiare il mondo non richiede necessariamente eserciti, grandi fortune o incarichi di governo.

A volte basta cominciare aprendo una porta.

E decidere che nessuno debba rimanere fuori.