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Trump esclude l’atomica contro l’Iran: «Non ce n’è motivo, domanda stupida»

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Trump esclude l’atomica contro l’Iran: «Non ce n’è motivo, domanda stupida»
Il presidente americano respinge l’ipotesi dell’impiego di armi nucleari e sostiene che Teheran sia stato sconfitto militarmente. Ma le tensioni restano altissime e nelle ultime ore sono ripresi gli attacchi
Donald Trump esclude l’utilizzo di un’arma nucleare contro l’Iran.
Interrogato nello Studio Ovale sulla possibilità che Washington possa ricorrere all’arsenale atomico nel conflitto con Teheran, il presidente degli Stati Uniti ha reagito duramente alla domanda.
«Non lo direi mai, ma la risposta è che non ce n’è motivo», ha affermato Trump, definendo poi la domanda «stupida».
Il presidente ha motivato la propria posizione sostenendo che l’Iran sarebbe ormai «completamente sconfitto militarmente» e chiedendosi quale ragione potrebbe esserci, a quel punto, per ricorrere a un’arma nucleare.
Trump aveva già escluso l’atomica
Non è la prima volta che il presidente americano prende pubblicamente posizione sulla questione.
Già nell’aprile 2026 Trump aveva escluso l’impiego di armi nucleari contro l’Iran, affermando che gli Stati Uniti non ne avevano bisogno e aggiungendo che le armi nucleari non dovrebbero essere utilizzate da nessuno.
La nuova dichiarazione assume però particolare importanza per il momento nel quale arriva.
Nuovi scontri tra Washington e Teheran
La tensione tra Stati Uniti e Iran è infatti tornata a crescere.
Nelle ultime ore si sono verificati nuovi scambi militari dopo settimane nelle quali il confronto si era progressivamente spostato sul terreno delle sanzioni e della pressione economica.
Washington ha colpito obiettivi iraniani sull’isola di Larak, sostenendo di aver preso di mira sistemi utilizzati per minacciare la navigazione nello Stretto di Hormuz.
Teheran ha risposto lanciando missili contro installazioni militari statunitensi nella regione.
Trump ha promesso una risposta dura.
L’Iran è davvero «completamente sconfitto»?
È proprio su questo punto che occorre distinguere la dichiarazione politica dalla situazione sul terreno.
Trump sostiene da tempo che la capacità militare iraniana sia stata sostanzialmente distrutta.
L’Iran ha certamente subito danni molto pesanti durante il conflitto, ma continua a possedere capacità di risposta e nelle ultime ore ha nuovamente utilizzato missili contro obiettivi collegati agli Stati Uniti.
Definire Teheran «completamente sconfitto militarmente» rappresenta quindi la posizione del presidente americano, non un fatto definitivamente acquisito.
Il rischio di una nuova escalation
L’esclusione dell’arma nucleare rappresenta comunque un segnale importante in un momento estremamente delicato.
Il problema adesso è capire se Washington e Teheran riusciranno a evitare una nuova escalation convenzionale.
Lo Stretto di Hormuz rimane uno dei punti più sensibili dell’intera crisi: qualsiasi ampliamento delle operazioni militari nell’area potrebbe avere conseguenze immediate sulla navigazione commerciale, sui mercati energetici e sul prezzo internazionale del petrolio.
La dichiarazione di Trump allontana quindi lo scenario più estremo, quello nucleare.
Ma non significa affatto che la crisi iraniana sia terminata.
Al contrario, mentre il presidente americano sostiene che Teheran sia militarmente sconfitto, i nuovi attacchi dimostrano che il confronto tra Stati Uniti e Iran rimane aperto e potenzialmente capace di produrre una nuova pericolosa escalation in Medio Oriente.
Reuters riferisce oggi che Trump ha promesso nuovi attacchi dopo la ripresa degli scontri, mentre il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che Teheran continua a cercare una soluzione negoziata.