Presentata il 3 settembre la nuova flotta. Due posti, niente volante né pedali e guida affidata a telecamere e intelligenza artificiale. Le prime corse a pagamento rappresentano per Tesla un passaggio decisivo dalla promessa alla sperimentazione commerciale.
Tesla� accelera sulla mobilità autonoma. Ad Austin, in Texas, Elon Musk ha presentato il Cybercab, il veicolo progettato fin dall’origine per funzionare come taxi autonomo e quindi privo dei tradizionali comandi di guida.
La novità più importante non è però soltanto il veicolo. Tesla ha iniziato a offrire corse a pagamento, cercando di trasformare il progetto robotaxi in un vero servizio di mobilità.
Un’automobile senza posto di guida
Il Cybercab rompe visivamente con l’automobile tradizionale: non ha volante né pedali e dispone di due posti.
Il modello, mostrato per la prima volta nel 2024, mantiene una carrozzeria dalle linee futuristiche e una colorazione dorata opaca. Il bagagliaio è stato pensato per consentirne l’utilizzo quotidiano, con spazio anche per oggetti relativamente ingombranti.
Secondo i dati indicati, il veicolo dispone di un motore anteriore da 163 kW, circa 219 CV, batteria intorno ai 48 kWh e peso a vuoto nell’ordine dei 1.412 chilogrammi.
L’autonomia finale viene stimata nell’ordine dei 450-480 chilometri, anche se per questi dati tecnici sarà importante attendere le specifiche definitive della versione commerciale.
La scommessa Tesla: telecamere e intelligenza artificiale
La caratteristica tecnologicamente più controversa rimane il sistema utilizzato per vedere e interpretare la strada.
Tesla continua a puntare principalmente su telecamere, reti neurali e intelligenza artificiale, sviluppando la tecnologia a partire dal proprio sistema Full Self-Driving.
L’obiettivo è ambizioso: consentire al veicolo di muoversi senza la presenza di un conducente e, nel caso del Cybercab, senza neppure installare i tradizionali comandi manuali.
È proprio qui che si giocherà buona parte della sfida.
Un robotaxi non deve semplicemente dimostrare di saper guidare. Deve raggiungere livelli di sicurezza, affidabilità e prevedibilità sufficienti per operare quotidianamente in mezzo a pedoni, ciclisti e automobilisti.
Tesla parla di centinaia di veicoli autonomi
Al 4 settembre, secondo i dati indicati dall’azienda, Tesla avrebbe 256 veicoli autonomi senza supervisione operativi in sei città e avrebbe ottenuto autorizzazioni per il proprio servizio robotaxi anche in Arizona e Nevada.
Ashok Elluswamy, responsabile del software AI di Tesla, ha annunciato l’ingresso del Cybercab nella flotta pubblica e ha descritto il 3 settembre come una giornata importante per il futuro dei trasporti.
Secondo FSD Database, nello stesso giorno sarebbero risultati registrati presso le autorità texane 314 robotaxi Tesla, 45 dei quali Cybercab.
La distinzione tra veicoli registrati, autorizzati, effettivamente operativi e completamente privi di supervisione resta però fondamentale quando si valutano le dimensioni reali della flotta.
Il mercato reagisce
Gli investitori hanno accolto positivamente l’annuncio e il titolo Tesla ha registrato un rialzo superiore al 5%.
La ragione è evidente: il Cybercab potrebbe trasformare radicalmente il modello economico dell’azienda.
Tesla non punta più soltanto a vendere automobili. L’ambizione è costruire una piattaforma di trasporto autonomo, nella quale un veicolo possa generare ricavi effettuando corse.
Non a caso l’azienda ha aperto anche alle manifestazioni di interesse di società intenzionate ad acquistare flotte di Cybercab o a realizzare infrastrutture collegate alla futura rete.
Dalle promesse alla prova della strada
Questo è probabilmente il punto più importante.
Musk ha più volte indicato negli anni scadenze molto ambiziose per l’arrivo della guida completamente autonoma. Alcune di quelle previsioni sono state successivamente rinviate.
Il 2026 potrebbe quindi rappresentare un passaggio diverso: non più soltanto presentazioni e promesse, ma veicoli progettati esclusivamente per l’autonomia che iniziano a confrontarsi con l’utilizzo reale.
La produzione del Cybercab è stata avviata e i test su strada pubblica sono iniziati nel secondo trimestre 2026; a luglio Tesla aveva inoltre cominciato a effettuare corse autonome destinate ai dipendenti nel proprio campus texano.
L’obiettivo dichiarato è arrivare entro la fine dell’anno alla vendita di automobili senza controlli tradizionali anche ai clienti.
La vera rivoluzione potrebbe riguardare il lavoro
Il Cybercab pone però una questione che va ben oltre Tesla.
Se il robotaxi senza conducente raggiungesse una diffusione di massa, cambierebbe l’economia di taxi, NCC, ride-hailing, autonoleggio, assicurazioni e trasporto urbano.
La principale voce di costo di molti servizi di mobilità è oggi il lavoro umano. Eliminare il conducente potrebbe ridurre drasticamente il costo per chilometro, ma aprirebbe contemporaneamente un enorme problema occupazionale.
Per l’Europa e per l’Italia sarà quindi necessario interrogarsi non soltanto sulla regolamentazione della tecnologia, ma anche sulla transizione del lavoro.
La domanda non è più soltanto tecnologica
Per anni la domanda è stata: un’automobile riuscirà davvero a guidare completamente da sola?
Con il Cybercab la domanda comincia a cambiare:
che cosa succederà alle nostre città, al lavoro e all’intera industria della mobilità se milioni di automobili non avranno più bisogno di un conducente?
È questa, molto più del design futuristico del Cybercab, la rivoluzione che Tesla sta cercando di innescare.