La destra radicale ottiene il miglior risultato della sua storia e sfiora la maggioranza assoluta. La CDU del cancelliere Merz crolla al 18,4%. Il voto mette alla prova il “cordone sanitario” e scuote gli equilibri dell’intera Europa
di Redazione
Quello arrivato dalla Sassonia-Anhalt non è un semplice voto regionale. È un terremoto politico destinato a scuotere Berlino e a produrre conseguenze in tutta Europa. L’Alternative für Deutschland ha conquistato nettamente il primo posto, raggiungendo il 44,5% nei primi exit poll e attestandosi al 44,4% nella seconda proiezione di Infratest dimap. La CDU, che governa il Land dal 2002, precipita invece al 18,4%, ottenendo il suo peggior risultato nella storia della regione. MDR – risultati e proiezioni
Quando lo scrutinio è ancora in corso, la fotografia è già impressionante: Die Linke è al 9,3%, i Verdi all’8,7%, la SPD all’8,4%, mentre il Bündnis Sahra Wagenknecht si trova esattamente sulla soglia del 5%. La FDP, componente della coalizione regionale uscente, crolla al 2,2% e resta fuori dal Parlamento. I dati sono ancora provvisori e dovranno essere confermati dal risultato ufficiale, ma la dimensione politica del voto non è più in discussione.
Il ribaltamento rispetto al 2021
Cinque anni fa la CDU aveva ottenuto il 37,1% e l’AfD il 20,8%. Oggi il rapporto di forza è completamente rovesciato: la destra radicale più che raddoppia i consensi, mentre i cristiano-democratici ne perdono quasi la metà. Non si tratta soltanto di uno spostamento tra partiti, ma di una profonda mobilitazione dell’elettorato. Bundeszentrale für politische Bildung – confronto con il 2021
L’affluenza ha raggiunto il 76,5%, contro il 60,3% del 2021. Secondo le prime analisi dei flussi, l’AfD avrebbe conquistato circa 157 mila elettori che cinque anni fa non erano andati alle urne e altri 83 mila provenienti dalla CDU. Il partito di Ulrich Siegmund, dunque, non ha vinto grazie all’astensione: ha portato ai seggi una parte consistente della società che si sentiva esclusa, delusa o non più rappresentata. MDR – affluenza e flussi elettorali
È questo il dato che i partiti tradizionali non possono ignorare. Liquidare oltre il 44% dei votanti come un blocco indistinto di estremisti sarebbe un errore politico gravissimo. Comprendere le ragioni del consenso, tuttavia, non significa accettare posizioni incompatibili con i valori costituzionali, né sottovalutare i rischi di una radicalizzazione del linguaggio pubblico. La risposta democratica deve unire fermezza sui principi e capacità concreta di affrontare i problemi che alimentano protesta, paura e risentimento.
L’AfD ha vinto, ma potrà governare?
Il vero interrogativo riguarda adesso la governabilità. Sulla base della seconda proiezione, l’AfD disporrebbe di 39 seggi, mentre ne servirebbero 42 per la maggioranza assoluta. Ulrich Siegmund ha rivendicato di avere «scritto la storia», ma ha escluso l’ipotesi di guidare un esecutivo di minoranza. MDR – seggi e maggioranza
Tutto può dipendere da pochi decimali e, soprattutto, dal superamento della soglia del 5% da parte del BSW. L’ingresso o l’esclusione del partito fondato da Sahra Wagenknecht modificherebbe la distribuzione dei seggi e le possibili maggioranze. Il cosiddetto Brandmauer, il muro politico con cui CDU, SPD, Verdi e Linke escludono accordi di governo con l’AfD, si trasforma così da dichiarazione di principio in un difficilissimo problema aritmetico.
Se l’AfD non ottenesse la maggioranza assoluta e restasse senza alleati, potrebbe nascere una coalizione molto ampia e politicamente eterogenea per impedirle di governare. Ma un accordo costruito soltanto “contro” il vincitore rischierebbe di apparire fragile e di alimentare ulteriormente la narrazione antisistema. La Sassonia-Anhalt potrebbe quindi entrare in una lunga fase di trattative, con l’amministrazione uscente in carica per gli affari correnti fino all’elezione di un nuovo presidente del Land.
Il successo di Ulrich Siegmund
A incarnare la vittoria è Ulrich Siegmund, 35 anni, volto giovane e combattivo dell’AfD orientale. La sua campagna ha intrecciato immigrazione, sicurezza, identità nazionale, critica alle politiche climatiche, difesa dei valori tradizionali e contestazione del sistema radiotelevisivo pubblico. Il programma prevede una linea durissima sui rimpatri, lo stop alla costruzione di nuovi impianti eolici e una revisione profonda delle politiche culturali e scolastiche.
La sezione regionale dell’AfD è classificata dall’intelligence interna tedesca come formazione di estrema destra accertata; il partito respinge questa valutazione, considerandola uno strumento politico utilizzato contro milioni di elettori. È proprio questa contraddizione — una forza sottoposta alla massima attenzione degli organi di sicurezza e, allo stesso tempo, scelta da quasi un elettore su due — a rendere il voto particolarmente delicato per la democrazia tedesca. Reuters – profilo politico e reazioni
Economia, prezzi e frattura territoriale
Attribuire il risultato esclusivamente all’immigrazione sarebbe riduttivo. La Sassonia-Anhalt continua a pagare una combinazione di declino demografico, emigrazione giovanile, salari più bassi rispetto alle regioni occidentali, difficoltà industriali e percezione di abbandono. Nel 2025 il prodotto interno lordo regionale è diminuito dello 0,2% e il settore manifatturiero ha perso l’1,8%, più della media tedesca.
È inoltre un territorio nel quale il tessuto delle piccole e medie imprese ha un peso decisivo: l’85% delle aziende ha meno di dieci addetti e il 72% degli occupati lavora nel Mittelstand. Costi dell’energia e del lavoro, burocrazia, carenza di personale qualificato e incertezza sugli investimenti hanno alimentato un malessere che la politica tradizionale non è riuscita a intercettare. Bundeszentrale für politische Bildung – economia e imprese
Alla vigilia del voto, soltanto il 13% degli intervistati guardava con fiducia alla situazione della Germania, mentre l’82% si dichiarava preoccupato. Il 66% giudicava negativamente il governo regionale uscente. L’AfD ha trasformato questa sfiducia diffusa in un’offerta politica radicale e riconoscibile, presentandosi come l’unico strumento capace di rompere la continuità. Tagesschau – clima sociale prima del voto
Una sconfitta personale per Merz
Il crollo della CDU rappresenta un colpo durissimo per il cancelliere Friedrich Merz e per la coalizione federale. La promessa di recuperare gli elettori passati all’AfD, rilanciare l’economia e ristabilire il controllo sull’immigrazione non ha prodotto, almeno in Sassonia-Anhalt, i risultati attesi. La ministra della Cancelleria Nina Warken ha parlato di una «cesura», mentre il leader socialdemocratico Lars Klingbeil ha riconosciuto che dalle urne è arrivato un segnale diretto a Berlino.
Per la CDU si apre un dilemma strategico. Inseguire l’AfD sul suo stesso terreno potrebbe legittimarla ulteriormente; ignorare le domande di sicurezza, crescita e protezione sociale espresse dall’elettorato rischierebbe invece di allargare ancora la distanza. La via d’uscita non può essere soltanto tattica: servono risultati visibili su lavoro, investimenti, energia, servizi pubblici, integrazione e legalità.
Le conseguenze per l’Europa e la lezione per l’Italia
Un governo regionale non decide la politica estera della Germania, ma un successo di queste dimensioni modifica il clima nazionale. L’AfD punta apertamente a trasformare la vittoria in Sassonia-Anhalt in un trampolino verso le elezioni federali del 2029. Le sue posizioni su immigrazione, transizione energetica, rapporti con la Russia e istituzioni europee potrebbero spingere l’intero confronto tedesco verso una maggiore polarizzazione.
Per l’Unione europea il messaggio è netto: quando crescita debole, diseguaglianze territoriali, insicurezza economica e crisi di fiducia si sommano, il voto di protesta può diventare maggioranza relativa. Il “cordone sanitario” può impedire a una forza radicale di entrare al governo, ma non può sostituire una politica capace di riconquistare consenso.
Anche l’Italia dovrebbe osservare con attenzione. I cittadini che vivono nelle periferie geografiche e sociali non chiedono etichette, ma salari dignitosi, servizi efficienti, sicurezza, credito per le imprese e prospettive per i giovani. Se i partiti democratici rispondono soltanto con formule, alleanze di palazzo e condanne morali, lasciano campo libero a chi promette soluzioni semplici a problemi complessi.
L’AfD ha vinto le elezioni in Sassonia-Anhalt, ma non è ancora certo che possa governare. La Germania, tuttavia, ha già superato una soglia politica. Da questa sera nessuno potrà più considerare l’avanzata della destra radicale un fenomeno marginale o temporaneo. A Magdeburgo si apre una difficile partita per il governo del Land; a Berlino e a Bruxelles comincia una resa dei conti molto più grande.
Dati aggiornati alla seconda proiezione Infratest dimap del 6 settembre 2026, ore 19:32. Lo scrutinio e la distribuzione dei seggi sono ancora provvisori.